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La via del sale: visitare la Riserva dello Stagnone

Visitare la Riserva dello Stagnone di Marsala, tra saline e mulini a vento.

I quasi 30 km tra Marsala e Trapani prendono il nome di “Via del Sale” e sono magici. L’aria salmastra, i riflessi del sole sulle vasche d’acqua e lo sguardo che si posa in silenzio sulle candide saline. I mulini a vento che come antichi paladini delimitano un mondo che sembra appartenere al passato, un passato in realtà ancora vivissimo nelle tradizioni e nelle parole di chi vive e lavora in questo territorio.

La visita alla Riserva Naturale Orientata dello Stagnone è stata una tra le più belle che abbiamo fatto durante il nostro viaggio in Sicilia. Dal centro di Marsala vi si arriva comodamente in pochi minuti di auto, si può parcheggiare lungo la strada e respirare da subito il profumo del mare.

visitare la riserva dello stagnone di marsala

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La Riserva prende il nome proprio dalla laguna dello Stagnone, la più grande della Sicilia, e comprende anche le quattro isolette di Mozia, Isola Grande, Schola e Santa Maria. La più importante è Mozia (oggi conosciuta come San Pantaleo), punto d’approdo per le rotte nel Mediterraneo già ai tempi dei Fenici. Agli inizi del secolo scorso l’isola è stata comprata dall’archeologo inglese Joseph Whitaker, che ha dato avvio agli scavi e portato alla luce strade, fortificazioni, edifici e la necropoli, tanto che qualche anno fa l’isola è stata candidata anche a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Questo territorio affonda la sua magia nel tempo, con radici e tradizioni salde nei colori, negli odori, negli occhi di chi oggi ci lavora e ne parla con orgoglio. Ci sono punti in cui l’acqua del mare è così bassa che si possono percorrere lunghi tratti con l’acqua alle ginocchia. Ci sono momenti in cui regna il silenzio e si sentono solo gli uccelli, momenti in cui il sole sorge o tramonta e tinge di rosa le vasche, momenti in cui vorresti allungare la mano per accarezzare le piramidi di sale.

Seguendo il litorale, a poche centinaia di metri, merita una sosta il mulino d’Infersa, risalente al 1500 ed ancora funzionante; è possibile visitarlo, vedere gli ingranaggi e ripercorrere il processo di estrazione e lavorazione del sale.

riserva dello stagnone di marsala

Ogni giorno dall’imbarcadero partono inoltre escursioni che portano alla scoperta di questo lembo di terra da un’altra prospettiva, i battelli permettono di circumnavigare Mozia e di ammirare la flora e la fauna tipiche di questo angolo di paradiso; se siete fortunati, si possono vedere anche i fenicotteri rosa. Proprio all’imbarcadero ho conosciuto la gentilissima Natalie, che continua la tradizione di famiglia creando piccole e deliziose sculture con i cristalli di sale, con il sorriso e con l’amore per sua Terra.

..l’uomo ha ridisegnato l’assetto territoriale delle saline sfruttando i bassi fondali, le alte temperature che determinano la forte salinità del mare, i venti per il prosciugamento delle acque e la forte siccità. Le vasche sono state ridisegnate con forme geometriche, quasi sempre quandrate, ed i canali dalla forme lunghe e strette che servono a metterle in comunicazione tra loro e con il mare aperto. La raccolta del sale viene effettuata da giugno a settembre. E guardare gli operai a lavoro è uno spettacolo singolare, volti e dorso fortemente abbronzati, cappelloni di paglia, occhiali da sole, stivaloni di gomma, pale e carriole per creare le famose colline di sale; il tutto si svolge con un ritmo frenetico sotto il sole cocente delle lunghe estati..

“Il Guardiamarina di Lucio Di Girolamo”

riserva dello stagnone di marsala

 

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