Europa Francia

Normandia: le spiagge del D-Day

6 giugno 1944

Conosciamo questa data fin da piccoli, lo sbarco in Normandia si trova nei libri di storia, è soggetto di moltissimi film.. ma cosa sappiamo davvero di quel giorno?

Io ne sapevo poco, almeno fino a quando non ho passato alcuni giorni lì, sulle spiagge del D-Day. Ogni anno milioni di turisti visitano queste zone e io non ho la pretesa di dirvi cosa vedere, su cosa soffermare il vostro sguardo, perché questa non è una visita come le altre, non lo può essere.. non si tratta di scegliere il museo più bello, l’edificio più caratteristico, il parco più verde.. questa è una visita nella memoria, qualsiasi centimetro di spiaggia vi può raccontare non una, ma centinaia di storie.

Ho scelto Omaha Beach per iniziare a farmi raccontare questa storia, i sette chilometri di spiaggia dorata sono stati teatro di uno degli scontri più terribili dello Sbarco e vedendo ora la pace del luogo sembra impossibile immaginare che migliaia di soldati si siano affannati tra fango e sangue su queste dune e vi abbiano perso la vita. Ho camminato sulla battigia vedendo le onde cancellare le mie orme dopo pochi secondi, ascoltando il dolce fruscio dell’acqua sulla riva e pensando a cosa possano aver provato quei giovani, che con eroismo hanno lasciato davvero la loro impronta nella storia.

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Sulla spiaggia, a memoria di quei giorni, è stata eretta la Statua dei Prodi, una struttura in acciaio rivolta verso il cielo, semplice, priva di fronzoli, dignitosa.

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Poco distante si trova il Musèe Mèmorial d’Omaha Beach, una piccola finestra sulla quotidianità dei soldati, tra foto d’archivio e ricostruzioni degli scenari di guerra, tra oggetti personali, armi, uniformi e un toccante documentario dei giorni dello Sbarco, immagini in bianco e nero che hanno fatto calare il silenzio nella piccola platea.

Con pochi chilometri da Omaha Beach si arriva a Colleville-sur-Mer, dove è stato costruito il cimitero di guerra americano che custodisce le spoglie dei soldati caduti durante la Seconda Guerra Mondiale. Il cimitero è a tutti gli effetti sul suolo americano, grazie a una concessione territoriale da parte del governo francese.

Dal centro per i visitatori si passa al “giardino dei dispersi”, un giardino semicircolare dove sono scolpiti i nomi di 1557 americani che hanno perso la vita ma di cui non è stato possibile recuperare o identificare i corpi. Al centro si trova una statua in bronzo che rappresenta “lo spirito della gioventù americana che si alza dalle onde” e, di fronte, una piscina riflette i raggi del sole e divide il curatissimo prato inglese, con le sue oltre 9000 croci e stelle di David in marmo bianche. All’estremità opposta c’è una cappella circolare con le rappresentazioni simboliche di Francia e Stati Uniti.

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Sono stata parecchi minuti a fissare questo manto verde punteggiato di bianco, ad osservare alcuni veterani in raccoglimento vicino alla croce di un compagno.

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A Colleville-sur-Mer sono anche sepolti i fratelli Niland, a cui è stato ispirato il famoso film “Salvate il soldato Ryan”; alcune scene sono state girate proprio qui, in Normandia, ad Omaha Beach.

A chiusura di questa passeggiata nella storia ho visitato Arromanches, un piccolo comune di poco più di 600 abitanti.

Dalla spiaggia si vedono ancora i resti del Mulberry Harbour, il porto artificiale galleggiante che era stato allestito dagli alleati per facilitare lo sbarco in Francia. Non riuscendo a conquistare un porto, Churchill decise di costruirne uno in Gran Bretagna, trasportarlo attraverso la Manica e posizionarlo di fronte alla costa francese: piattaforme, moli e oltre cento cassoni in cemento armato che formavano un frangiflutti, una vera e propria opera di ingegneria militare.

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Se vi ho incuriosito o se volete qualche consiglio per rivivere il D-Day, scrivetemi!

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