Europa Francia

Itinerario alla scoperta della Bretagna – prima parte

Qualche anno fa ho fatto uno dei viaggi che più mi hanno emozionata: due settimane on the road nella Francia centrale e settentrionale.

Vi ho già raccontato la bellezza e la dolcezza della Valle delle Loira, la forza e il candore delle scogliere della Normandia, e oggi vi porto in Bretagna, dove il vento accarezza leggermente i capelli, dove il morbido profilo del paesaggio diventa un po’ più aspro mano a mano che ci si sposta a nord, dove piccoli paesini medievali ti trascinano nel passato e dove il mare accarezza le spiagge.

Se penso alla Bretagna penso ai suoi angoli nascosti, al mito che si nasconde nella storia dei suoi luoghi, al rumore dell’acqua, ai pittori che sembrano aver dipinto queste zone come tele senza tempo.

Iniziamo la scoperta della Bretagna dalla parte meridionale, da Carnac, dove si trova uno dei più grandi allineamenti megalitici del mondo: circa 3000 megaliti e il menhir più vecchio mai rinvenuto. Passeggiamo immersi in un mondo surreale, lasciandoci trasportare dalla leggenda: si narra infatti che i megaliti siano soldati romani trasformati in pietra da papa San Cornelio in fuga, e quale luogo migliore delle campagne bretoni per lasciarsi affascinare dalle antiche leggende? Dopo la visita approfittiamo del trenino turistico per rivedere i megaliti da un’altra prospettiva e per fare un veloce giro a Trinité-sur-Mer, che non era inclusa nella mia lista delle cose da non perdere, ma che si rivela graziosissima, tra fiori e panchine vista mare.

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Ci spostiamo di alcuni chilometri verso la penisola di Quiberon, una tappa classica di una prima visita in Bretagna. Lungo il tragitto i colori, i profumi e le chaumière (le tipiche case bretoni) con i fiori sui davanzali si susseguono riempiendo gli occhi e il cuore.

La penisola di Quiberon racchiude diverse anime della Bretagna: dune sabbiose e pini marittimi si contrappongono a tratti di costa rocciosa e selvaggia; la ferrovia che corre lungo la riva ha un non-so-che di nostalgico e si può passeggiare seguendone il percorso senza vedere anima viva. Arrivando alla fine della penisola lo scenario cambia nuovamente: la città di Quiberon brulica di persone, la spiaggia è quanto di più turistico ci possa essere, ma è piacevole passare un po’ di tempo lungo mare e tra le stradine, lasciarsi tentare dai tanti negozietti e scegliere un locale storico per un buon bicchiere di sidro artigianale.

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La cittadina successiva che visitiamo è Pont Aven, è da quando siamo partiti che non vedo l’ora. E’ stata la culla dell’impressionismo e ne capiamo immediatamente il motivo, gironzolando tra ponti e ruscelli sembra di far parte di un quadro di Monet: i mulini, le ninfee, il legno dei ponticelli che scricchiola sotto i piedi, non manca proprio nulla. Se vi capita di trovarvi da queste parti, andateci! E prima di ripartire fermatevi alla biscotteria più fornita della città (la Biscuiterie de Pont-Aven) per qualche assaggio e per acquistare delle gallette e della cioccolata dai mille sapori.

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Se vi piacciono le città murate, allora la prossima tappa è quello che fa per voi. Dedichiamo mezza giornata alla visita di Concarneau, in particolare alla zona della Ville Close, una piccola cittadina fortificata circondata da antichi bastioni e a cui si accede da un ponte pedonale in pietra. Si respira un’aria medievale, a tratti da antico borgo marinaro, passeggiando tra le vie strette e sbirciando nei negozi ai lati, tra insegne blu, reti da pesca blu e dolci delizie esposte ad ogni passo (si lo so, questo itinerario mette a dura prova la linea!).

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Le reti da pesca blu e la vicinanza al mare sono il fil rouge che ci porta poi a Douarnenez, uno dei porti pescherecci più caratteristici della zona. Arriviamo la mattina presto e la prima immagine che ci si presenta davanti agli occhi è proprio quella di un gruppo di anziani pescatori che stanno lanciando gli ami in acqua. Le viuzze acciotolate, i vecchi magazzini per la lavorazione del pesce e l’odore di sardine che ancora si respira per la città; il fascino di un luogo che sembra cristallizzato nel passato e che è fiero della sua storia, come dimostra in particolare Le Port Museéè (il porto-museo), dove si possono visitare imbarcazioni a grandezza naturale, tra cui un peschereccio e una chiatta, un museo interessante anche per i più piccini.

Ci spostiamo poi a Locronan, un borgo di poco più di 800 abitanti, una sorta di museo a cielo aperto, tanto da essere inserito tra le  “Petites cités de caractère” (Piccole città di interesse architettonico) e tra i “Più bei paesi di Francia”. Stradine acciotolate, case di granito blu, ortensie rosa e blu, una splendida chiesa gotica che domina la piazzetta centrale. E negozi dalle insegne caratteristiche e dove non si può non entrare: gallette dolci e salate, cioccolatini di ogni forma e gusto, biscotti, sidro e birre tradizionali bretoni, un modo perfetto per portare a casa per davvero un pezzetto di Bretagna.

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Che dite, con questa prima parte dell’itinerario vi ho convinti che la Bretagna è una zona favolosa? Qui trovate il secondo articolo, con tanti altri paesini e paesaggi per completare insieme il viaggio.

 

 

 

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