Croazia Europa

La magia verde-blu dei laghi di Plitvice

Qualche anno fa per caso mi è capitata davanti agli occhi una foto del Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice, il più grande tra gli otto parchi nazionali della Croazia, una sorta di paradiso terrestre fatto di laghi e cascate dai riflessi verde-blu. Da quel giorno ho deciso che ci sarei dovuta assolutamente andare, che avrei dovuto andare a vedere con i miei occhi se quei colori erano reali. Ci sono andata vicina l’anno scorso, ma all’ultimo minuto, complice la voglia di mare, ho deviato sulla più vicina isola di Krk; allora ci ho riprovato quest’anno e, se mi avete seguito sui social, immagino che come me siate rimasti a bocca aperta.

Inizio subito con qualche informazione pratica, sempre utile, così ci togliamo il pensiero.

Il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice (Nacionalni park Plitvička jezera in croato) si raggiunge in circa tre ore e mezzo d’auto da Trieste. Arrivando dall’Italia dovete ricordarvi di comprare la vignetta slovena (ben 15 euro per quella da 7 giorni) e in Croazia pagherete direttamente i tratti autostradali al casello (arrivare al Parco costa circa altri 7-8 euro).

L’ingresso del Parco che vi consiglio è il nr1 (), il parcheggio è più economico di quello che si può pensare (7 kune all’ora, circa un euro) ed è comodissimo. Il biglietto per il Parco costa invece 110 kune e comprende anche il battello elettrico e il trenino panoramico all’interno del Parco; a luglio ed agosto il prezzo sale a 180 kune perché si entra nell’alta stagione, trovate tutti i dettagli qui sul sito ufficiale, compresi i prezzi se volete comprare il biglietto per due giorni consecutivi.

Ci sono 8 percorsi consigliati per la visita, a seconda del tempo di percorrenza, che consentono di visitare una parte o la totalità del Parco; noi abbiamo iniziato seguendo il percorso B ma, dopo poco, l’entusiasmo e lo stupore hanno avuto la meglio e abbiamo seguito l’istinto e i colori che ci chiamavano.

Il Parco si estende per circa 33.000 ettari ed è formato da 16 laghi, divisi in laghi superiori e laghi inferiori. I laghi sono alimentati da due fiumi, il Bianco e il Nero, che confluiscono nel fiume Korana, e sono collegati tra loro da una serie di cascate, uno spettacolo tale che nel 1979 il Parco di Plitvice è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

“L’acqua, i laghi, le cascate ed i boschi sono presenti anche altrove; i Laghi di Plitvice, tuttavia, sono unici e singolari.”

Così diceva il professor Pevalek nel secolo scorso, riferendosi al fatto che i laghi sono famosi anche per le loro cascate tufacee; il processo di formazione del tufo nel Parco di Plitvice è continuo e fa costantemente variare il paesaggio, dando origine a nuove cascate e a nuove forme, come se la bellezza generasse altra bellezza (questo concetto mi piace un sacco)!

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Come vi ho detto poco fa, abbiamo scelto l’ingresso nr1 e dopo poche decine di metri incontriamo subito una serie di balconi panoramici da cui abbiamo una vista dall’alto che ci toglie il fiato. Non vi voglio annoiare con i nomi dei laghi (anche perché alcuni sono impronunciabili!) o con nozioni geografico-naturalistiche che potete trovare ovunque nel web, per me la meraviglia di questo parco è stata quella di lasciar riempire gli occhi della magnificenza della natura, dei riflessi del sole sull’acqua, del pazzesco colore verde-blu dei laghi e delle cascate, mille sfumature che vanno dal verde smeraldo alla giada, dal turchese all’azzurro al blu intenso.

Chilometri e chilometri di passerelle di legno, che si integrano perfettamente con lo scenario naturale senza alterarlo e che ci consentono di camminare a pelo d’acqua e di sfiorarla con le dita. La natura è la protagonista assoluta, mi sento piccola piccola mentre passeggiamo tra il verde ascoltando il fruscio dell’acqua, un fruscio che diventa fragore mano a mano che ci avviciniamo al cospetto della “grande cascata”, la Veliki Slap, che con i suoi quasi 80 metri è la più grande cascata non solo del Parco di Plitvice, ma dell’intera Croazia.

Il rumore dell’acqua è la colonna sonora di questa visita, è lei a guidarci, a farci capire dove ci troviamo e cosa ci aspetterà pochi passi più avanti, è una sensazione primordiale, che non vi riesco probabilmente a descrivere come vorrei. E’ sentirsi tutt’uno con la natura che ci circonda, senza fronzoli, è spalancare gli occhi sempre di più ad ogni metro, increduli del fatto che ci sia ancora qualcosa di più bello di quello che abbiamo appena visto. E’ accovacciarsi vicino ad una piccola cascata per lasciare scorrere l’acqua fredda e cristallina tra le dita e sentirne gli spruzzi sul viso e ridere come una bambina.

E’ sentirsi grata per ciò che ho davanti agli occhi mentre il battello elettrico ci porta da una parte all’altra del lago Kozjak; nessuno dei turisti a bordo con noi dice una parola, è un momento magico, scivoliamo lentamente sull’acqua in uno scenario che sembra surreale. Il lago Kozjak, il più grande del parco, si trova a 534m sul livello del mare e collega la parte inferiore del parco a quella superiore; attraversandolo vediamo come anche la vegetazione cambi, più bassa nella zona inferiore e più “selvaggia” in quella superiore, ma sempre lussureggiante e perfetta.

Il Parco vanta tantissime specie vegetali (addirittura 55 varietà diverse di orchidee) e animali e con un po’ di fortuna si può incontrare anche l’orso bruno. E’ un vero e proprio eden, dove ci si sente parte di una natura quasi incontaminata, ancora salva dalle grinfie dell’uomo; scrivendone mi rendo conto che le parole non rendono giustizia a quello che ho visto, quindi vi lascio queste foto, queste pennellate di colore e di magia, così che possiate valutare direttamente voi e magari correre a fare la valigia! 🙂

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2 Comments

    1. Ciao Roberta, ti assicuro che si tratta di un luogo che lascia a bocca aperta, ho fatto una quantità esagerata di foto! 🙂
      Spero tu riesca ad andarci! Un abbraccio, grazie di essere passata

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