Europa Grecia

Mykonos: bianco, blu e un tocco di glamour

E’ mattina presto quando la lancia della nave da crociera ci fa scendere a Mykonos, all’antico porto di Chora, così viene chiamato il capoluogo. Da un paio d’anni tra i miei desideri c’è quest’isoletta delle Cicladi, la più piccola dell’arcipelago, con i suoi colori, i mulini a vento, le vie da cartolina, e finalmente ci sono. E’ esattamente come me la aspettavo, il perfetto esempio di quell’architettura cicladica che tanto mi piace: casette bianche, porte e finestre blu e bouganvillee coloratissime, chiese bizantine con le cupole azzurre e caratteristici mulini a vento con il tetto di paglia che svettano sulla collina alle spalle del porto.

Mykonos parla di passeggiate tra gli stretti vicoli, tra pareti di un bianco accecante, parla di una bibita ghiacciata sorseggiata ai tavolini di legno di un bar a picco sul mare, di sole che scotta le guance e vento che le accarezza, di colline aride e brulle, di spiagge dorate e di acque cristalline.

Ma quali sono le cose da fare assolutamente a Mykonos? Ora ve lo dico, vi racconto come me ne sono innamorata, tra bianco, blu e un tocco di glamour!

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Passeggiare tra le vie di Chora

Il modo migliore per scoprire Chora è perdersi nel labirinto di vie che partono dal porto, catturandone il bianco e il blu, curiosando tra le raffinate boutique e i negozi di souvenir, sorprendendosi degli spicchi di mare che si vedono ad ogni passo e sedendosi magari in un caffè o in una taverna tradizionale ad ascoltare il dolce fruscio delle onde.

I colori sono decisi, sono i colori dell’estate, sono le mille sfumature del mare che fa capolino dietro l’angolo, che mi chiama e mi attira a sè con il suo blu perfetto.  Sono i colori di Little Venice (la “Piccola Venezia”), uno dei quartieri più belli di Chora, una serie di casette colorate che sembrano sospese sull’acqua.

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Dal porto di Chora è anche possibile imbarcarsi per una gita di qualche ora alla vicina isola di Delos, un vero e proprio museo archeologico a cielo aperto, dove si trova il santuario dedicato ad Apollo e Artemide. Piccola curiosità: Delos è disabitata, non è possibile pernottarvi, perché il governo ha deciso di mantenere questo antico divieto legato alla sacralità del luogo.

Rilassarsi al sole di Paradise Beach

Una baia protetta dalle colline, sabbia fine e dorata, acqua azzurrissima. Feste sulla spiaggia, cocktail, musica e balli dal tramonto all’alba, la movida delle Cicladi si concentra qui. Paradise Beach (o Kalamopodi), sulla costa sud-occidentale, è lo sfondo perfetto per una giornata di relax e per una notte all’insegna del divertimento, è una delle spiagge più belle e più famose dell’isola, sicuramente è la più glamour e modaiola.

Si raggiunge facilmente dal centro di Chora in una ventina di minuti di autobus, il biglietto costa solo un paio di euro a persona e le corse sono piuttosto frequenti. Abituata ai prezzi dei nostri lidi, penso di aver capito male quando il bagnino ci chiede solo 15 euro per un ombrellone e due lettini per tutta la giornata, invece è così. Tre-due-uno, sono già in modalità “tintarella”! La mattina la spiaggia non è molto affollata (probabilmente si stanno tutti riprendendo dai festeggiamenti notturni), c’è un leggerissimo vento che mitiga gli oltre trenta gradi, l’acqua è calda e cristallina, ora capisco come mai si chiama Paradise Beach! Nel tardo pomeriggio la musica invece cambia, letteralmente, i locali e la discoteca si animano e la spiaggia diventa uno dei ritrovi più alla moda dell’isola, il set di notti folli in riva al mare.

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Questa è la mia breve ma intensa storia d’amore con Mykonos, un amore a prima vista, un amore bianco e blu! Non solo feste e trasgressione come spesso viene dipinta, ma un’isola da scoprire tra il suo dedalo di stradine e le sue spiagge dorate, tra un tramonto sul mare e il nostalgico profilo dei mulini a vento.

Ah, quasi dimenticavo! Se siete a Mykonos non dimenticate di andare a salutare il pellicano Petros, la mascotte indiscussa dell’isola. Conoscete la storia di Petros?  E’ stato trovato dagli isolani a metà del secolo scorso, ferito dopo una tempesta; è stato curato ed è rimasto ad abitare sull’isola, diventandone in brevissimo tempo il simbolo e il porta-fortuna, ricercatissimo dai turisti per una foto ricordo. Dopo la sua morte, avvenuta circa trent’anni dopo, per mantenere viva la tradizione gli isolani hanno scelto un nuovo pellicano che hanno chiamato ancora Petros e che oggi continua a girare tra le vie e il lungomare e ad essere fotografato come una vera star. Quindi, che ne dite di andare a cercarlo? 🙂

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