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Aix-en-Provence: itinerario a piedi nella capitale della Provenza

Il profumo di lavanda e di sapone di Marsiglia lungo le vie.

La fragranza del pane appena sfornato e il sapore dei biscotti nei caffè del centro.

La “douceur de vivre” di un cestino di vimini pieno di lavanda, dei tavolini colorati all’aperto e delle delicate insegne dei negozi.

I balconi dai colori pastello.

I cavallucci di una giostra che sembra aspettino solo di farti felice con la loro musica.

Sono questi i piccoli dettagli che mi hanno fatto amare così tanto questa cittadina provenzale, in una giornata così azzurra che avrei potuto fissare il cielo per ore.

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Se come me avete solo un giorno a disposizione da dedicare ad Aix, vi propongo un itinerario perfetto per scoprire, rigorosamente a piedi, le sue bellezze. Prima di partire, però, se volete farvi un’idea di ciò che vi può interessare di più, potete fare il giro con il trenino turistico, dura circa quaranta minuti e l’audio-guida è piuttosto interessante.

 

Itinerario di un giorno alla scoperta di Aix en Provence

Iniziamo la nostra passeggiata da Place de Gaulle, l’ingresso della città, da cui parte Corso Mirabeau, il largo viale alberato che divide la città vecchia (a sinistra) da quella nuova (a destra). In passato era una strada per il passaggio delle carrozze, oggi ai due lati si vedono caffè, ristoranti, negozi e magnifici palazzi del diciassettesimo e diciottesimo secolo, spesso con bellissimi balconi dalle balaustre in ferro battuto; uno dei più belli è l’hotel Maurel de Pontevés, con due atlanti scolpiti che sostengono il balcone.

Tra i numerosi caffè il più famoso è sicuramente il Café des deux Garçons, uno dei preferiti di Cézanne, che ad Aix è nato e ha vissuto per un lungo periodo.

L’elemento più emblematico della città è l’acqua, Aix infatti è anche detta “la città delle cento fontane”; su Corso Mirabeau ce ne sono ben quattro:

– la fontana de la Rotonde, in Place de Gaulle: è stata costruita nella seconda metà del 1800 per celebrare l’arrivo dell’acqua in città; in cima ci sono tre statue di donne, figure allegoriche che rappresentano i tre centri più importanti della Provenza: Marsiglia simbolo dell’Agricoltura, Aix en Provence simbolo della Giustizia e Avignone simbolo delle Belle Arti

– la fontana dei Nove Cannoni, quasi completamente avvolta dalla vegetazione che nasconde le sculture

– la fontana dell’Acqua Calda, ricoperta di muschio (tanto da essere a volte anche chiamata la fontana del Muschio), da cui esce acqua termale a trentaquattro gradi

– la fontana di Roi René, alla fine del Corso: la statua del re ha nella mano sinistra un grappolo d’uva moscata, perché è stato proprio lui ad introdurre questa varietà d’uva in Francia

Facciamo ora un passo indietro. Come vi ho detto poco fa, Corso Mirabeau divide in due Aix.

A destra si snodano le vie della città nuova, in particolare quelle del Quartiere Mazarin, costruito dal fratello del celebre cardinale Mazarino, primo ministro alla corte del Re Sole. Da non perdere la fontana (sì, un’altra!) dei quattro delfini, una delle più belle della città.

A sinistra si sviluppa la Città Vecchia, un dedalo di viuzze che profumano di Provenza, piazzette con i tavolini di caffè e ristoranti all’aperto, atelier di artisti, fontane e negozietti di lavanda. Il modo migliore di scoprirla è quello di perdersi tra queste vie, di seguire i profumi che le pervadono, di prendersi del tempo per fare i turisti dentro e fuori dalle tante botteghe artigiane.

Iniziando a risalire da Corso Mirabeau incontriamo Place d’Albertas in stile rococò e Place de l’Archeveché dove si trova il Palazzo dell’Arcivescovado che è sede ogni anno del notissimo Festival Internazionale di Arte Lirica.

Arriviamo poi alla piazza quadrata dell’Hotel de Ville (il municipio) e della Torre dell’Orologio, una splendida cartolina provenzale, in particolare il sabato mattina quando si tiene il mercatino dei fiori, in un tripudio di colori. Ovviamente noi abbiamo fatto in modo di essere lì proprio di sabato!

Proseguendo oltre la Torre dell’Orologio, lungo Rue Gaston de Saporta, arriviamo infine alla Cattedrale di Saint Sauveur, che riunisce diversi stili architettonici, dal portale gotico al chiostro romanico.

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Sulle orme di Cézanne

Cézanne è nato e ha vissuto per lungo tempo ad Aix, la luce calda che pervade la cittadina provenzale gli è stata d’ispirazione per i suoi quadri. E’ possibile seguire le sue tracce lungo la città, in una sorta di percorso indicato da borchie sul selciato timbrate con la lettera “C”.

In particolare, dopo essere arrivati alla Cattedrale di Saint Sauveur, continuiamo a camminare fino ad uscire dal centro storico e salire sulla collina lungo via Pasteur, una passeggiata di una decina di minuti che ci porta ad una vera chicca: l’atelier di Cézanne, in cui il pittore ha lavorato durante gli ultimi quattro anni della sua vita, dal 1902 al 1906. Si tratta una stanza di cinquanta metri quadrati, illuminata da un’ampia vetrata, dove tutto è rimasto immutato dopo la morte del pittore: pennelli, colori e un enorme cavalletto meccanico che Cézanne stesso ha fatto costruire per sostenere i quadri più grandi. L’edificio è immerso nel verde, la luce che filtra tra gli alberi è caldissima e non fatichiamo a capire come mai il pittore si sia innamorato di questo luogo; da qui, inoltre, camminando per un’altra ventina di minuti, si può salire ancora e godere del panorama sulla montagna Sainte-Victoire, la protagonista indiscussa di molte tele del pittore.

L’atelier è aperto tutti i giorni e la visita è a pagamento (6 euro).

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ph credits: musee-france.fr

 

Calissons d’Aix: piccoli abbracci al gusto di mandorla

Non posso chiudere questo articolo senza parlarvi dei calissons, dei fantastici biscottini a forma di rombo a base di pasta di mandorle e melone candito e ricoperti da una glassa bianca di zucchero.

Secondo la leggenda furono creati nel 1473 dal cuoco di corte per il pranzo di nozze del Re René d’Angiò con Jeanne de Laval, allo scopo di far sorridere la regina. Dopo averli assaggiati, la regina effettivamente sorrise e un cortigiano allora chiese cosa stesse degustando con tanto piacere, “Di Calin soun” (“ce sont des calins”, cioè “sono degli abbracci”), da cui il nome calissons.

Durante l’epidemia del 1630 si disse inoltre che i calissons proteggessero dalla peste e questo contribuì ad aumentarne la fama.

Oggi questi biscotti sono il simbolo della pasticceria di Aix e dell’intera Provenza, non potete ripartire senza comprarne almeno un sacchettino!

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8 Comments

  1. Omiodio, ma perché ogni volta che leggo qualcosa legato alla Provenza mi esalto ed il battito inizia ad accelerare ? Mi sento come legata da un filo invisibile a questo spicchio di terra…! Ci sono tanti luoghi che ho amato ma forse questo è il mio posto nel mondo, chi lo sa!
    Ho avuto pochissimo tempo per visitare Aix e ormai ti parlo di più di 4 anni fa! Però ricordo le bellissime piazze, il mercato della città e soprattutto l’atelier Cézanne… adoro gli impressionisti ed entrare all’interno di questo studio mi ha fatto rimanere in apnea per tutto il tempo! 🙂
    Bellissimo! <3

    1. Come ti capisco!! Io desideravo da anni andare in Provenza e ho vissuto l’intera settimana come in un sogno, ho amato ogni singolo scorcio, ogni colore, ogni profumo! Credo ci siano luoghi che ti entrano dentro e a cui si resta legati, nel nostro caso probabilmente c’è un filo che ci tiene legate alla Provenza ed è un legame che mi tengo stretta 🙂
      E anch’io adoro gli impressionisti, infatti mi sono segnata la tua indicazione su Saint Paul de Mausole 😉

  2. Che meraviglia! La Provenza non l’ho mai visitata così come la Francia in generale; ho visitato solo Strasburgo e Colmar ma solo perché erano vicini a Friburgo dove stavo facendo l’Erasmus. Non so perché la Francia è sempre stato un paese che non mi ha mai attirato molto ma ci sto ripensando: Provenza e Parigi in primis! Che meraviglia!

    1. Io amo la Francia, negli ultimi anni ci sono stata tantissime volte e ci sono sempre nuove zone da scoprire che mi lasciano a bocca aperta. La Provenza è davvero una fiaba, un sogno che avevo da molto, te la stra-consiglio, in particolare ad inizio luglio quando la fioritura della lavanda è al culmine!
      Io in lista ho Colmar, ho visto tante foto e mi ispira un sacco!
      Baci

  3. Eccolo qua. Un itinerario stupendo alla scoperta di Aix-en-Provence. Seguirò i tuoi consigli, tutti, dolcetti compresi! Chissà, magari potremmo dedicarci alla cittadina con calma, compreso l’atelier di Cezanne, senza correre altrove nel pomeriggio…beh, in ogni caso ti rinnovo la richiesta già fatta nel primo commento: se ti viene in mente qualche posticino nelle vicinanze sono tutta orecchie! E anche un posticino dove pranzare, qualcosa di davvero semplice, io e mio marito siamo, come dire?, basilari!
    Baci,
    Claudia B.

    1. Sono felice che ti piaccia questo itinerario, Aix è bellissima, dolce, retrò, io ci ho passato quasi un’intera giornata. Purtroppo non mi ricordo il nome del locale in cui abbiamo pranzato, era in una piazzetta nei dintorni della Torre dell’Orologio. Per una baguette invece ti consiglio una delle tante panetterie che si trovano all’inizio della Città Vecchia, basterà l’aroma di pane appena sfornato a rapirti.
      Dopo pranzo prendi un gelato da We Love Puro, proprio all’inizio di Corso Mirabeau, il gusto cioccolato è fenomenale e il personale è gentilissimo, due ragazzi italiani che si sono trasferiti. 😉
      Baci cara!

      1. Grazie Silvia!!!! Ti scrivo un commento unico, anche per gli altri consigli che mi hai lasciato sui precedenti post! Non so come ringraziarti per la tua cortesia. Tu e Cristina, siete state le mie guru per questo viaggio! Ora prendo carta e penna e segno tutto, così tengo gli appunti a portata di mano.
        L’unica cosa che non riuscirò a fare è Saint Rémy: purtroppo quella zona resta a quasi 200 km da Régusse, dove abbiamo l’appartamento. Ma, alla fine, dato che anche tu mi dici che ad Aix hai praticamente trascorso una giornata….sai che quasi quasi mi godo con calma il centro storico ed i mercati del sabato? Oltre all’atelier di Cezanne 😉
        Cara, ti ringrazio con tutto il cuore!!!
        Bacioni,
        Claudia B.

        1. Figurati, mi fa solo piacere se posso aiutarti! Parlare di viaggi, in fin dei conti, è la cosa che amiamo di più, vero? 🙂 La Provenza è uno dei viaggi più belli e sono felice che anche tu ora la possa scoprire e te ne possa innamorare!
          Se ad Aix arrivi di sabato, il mercato è d’obbligo! 🙂
          Bacioni!

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