Italia Liguria

Profumo di limoni e colori pastello alle Cinque Terre

 

Profumo di limoni, case color pastello che guardano il mare, stradine strette, barchette di legno che attendono silenziose, borghi dove il tempo si è fermato. Le Cinque Terre per me sono questo, uno spicchio d’Italia da non perdere assolutamente.

Un’estate di qualche anno fa le ho scoperte insieme ad una carissima amica, in una settimana tutta al femminile. Abbiamo scelto come base Monterosso, la prima delle Cinque Terre che si incontra arrivando da Levante, la più grande e quella con la maggiore offerta ricettiva. La stazione ferroviaria è nella parte bassa di Monterosso, Fegina, piuttosto moderna e con ampie spiagge sabbiose attrezzate; con una piacevolissima passeggiata di dieci minuti si arriva alla parte alta, dove si trova il caratteristico centro storico. Monterosso ci piace da subito, è un borgo colorato, ordinato, le stradine pullulano di negozietti di artigianato e di prodotti alimentari tipici, nell’aria un aroma dolce e acre, quel profumo di mare e di buono che ti regala la Liguria.

Dal centro storico partono inoltre diversi sentieri immersi nel verde da cui si può ammirare un panorama mozzafiato!

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Dedicate a Monterosso almeno un paio di giorni, lasciate che vi si sveli poco a poco e che vi mostri il suo passato marinaro e i suoi colori. Perdetevi nelle sue vie, passeggiate la sera lungomare dal centro storico a Fegina per innamorarvi dei riflessi delle luci sul mare, passate qualche ora in spiaggia, la più estesa delle Cinque Terre, meravigliandovi dell’acqua cristallina. E portate con voi i suoi colori e i suoi profumi.

Io sicuramente non dimenticherò il profumo di limoni che si sente nell’aria, persino la terrazza sul tetto del nostro hotel aveva delle bellissime piante di limoni. Forse non lo sapete, ma Monterosso ha una lunga tradizione nella coltivazione dei limoni, tanto da aver ispirato anche Montale nei suoi componimenti; a Fegina si trova infatti la “casa delle due palme”, una villa in stile liberty dove il poeta ha trascorso le estati della sua giovinezza e dove ha imparato ad amare la natura della costa ligure.

Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni

(Eugenio Montale – “I limoni”)

Dalla stazione di Monterosso partono ogni giorno, più volte al giorno, numerosi treni regionali che consentono di visitare tutte le Cinque Terre, una soluzione ecologica, comoda e anche molto economica.

La prima fermata è a Vernazza, forse la più bella delle Cinque Terre, inserita da tempo nella lista dei cento borghi più belli d’Italia. La prima cosa che salta all’occhio sono i colori, colori pastello ovunque, colori caldi, colori che parlano d’estate, rosso, giallo e rosa. Negozietti di artigianato locale, stradine strette, ci perdiamo tra le vie che partono dalla stazione e ci fermiamo poi nella piazzetta centrale, di fronte al piccolo porto dove sono ormeggiate delle deliziose barchette colorate. La chiesa di S.Margherita su una roccia a picco sul mare, le pittoresche case-torri rosse, gialle e rosa, un concentrato di bellezza in un solo sguardo.

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La fermata successiva è quella di Corniglia, l’unico borgo delle Cinque Terre che non è a contatto diretto con il mare; sorge infatti su un promontorio roccioso alto circa 100 metri che si raggiunge percorrendo la Lardarina, una scalinata di mattoni che conta ben 377 gradini. Quindi, una volta usciti dalla stazione dei treni, armatevi di buona volontà e iniziate a camminare! 🙂 Proprio per la sua posizione è il borgo più tranquillo e meno turistico delle Cinque Terre, immerso in uno scenario naturale davvero unico.

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È poi la volta di Manarola, che profuma di tranquillità, di bucato steso al sole e di piccoli negozi di artigianato (io mi sono innamorata dei gatti di pezza fatti a mano in un piccolo e luminosissimo seminterrato, dei loro tessuti e dei loro colori); è bello girarla senza meta, senza pretese, curiosando dietro gli angoli, magari salendo lungo la via principale fino alla chiesa di S.Lorenzo, e poi scendendo con calma, tra colori tenui e una sensazione di placida quotidianità.

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Se vi va, proprio dalla stazione di Manarola parte la Via dell’Amore, il bellissimo sentiero panoramico lungo poco più di un chilometro che collega Manarola a Riomaggiore, fattibilissimo anche se non siete degli appassionati di trekking.

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L’ultima delle Cinque Terre è appunto Riomaggiore, una tavolozza dipinta di giallo e rosa, tra due colline che scendono piuttosto ripide verso il mare. Il biglietto da visita di questo borgo è il porticciolo con le caratteristiche barchette colorate dei pescatori attraccate vicino alla riva, un’immagine che sicuramente avrete visto in tantissime foto. E, come a Vernazza, troviamo le colorate case-torri, arroccate di fronte al mare, che qui a Riomaggiore hanno la particolarità di avere due entrate, una “classica” e l’altra sul retro, retaggio del periodo degli attacchi dei saraceni, in cui era necessario avere una via di fuga sicura e rapida.

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4 Comments

  1. Riomaggiore è il paese che ho preferito. Invece, Monterosso non ho potuto visitarla perchè non c’era posto per parcheggiare nemmeno la motocicletta! Devo tornare in bassa stagione e dedicare un paio di giorni solo a Monterosso, come suggerisci te 🙂

    1. Ho fatto decine di foto alle barchette colorate di Riomaggiore, il porticciolo regalo uno scorcio davvero unico!! Di Monterosso ti consiglio la spiaggia e sicuramente un giro nel centro storico, è davvero caratteristico, sono sicura ti piacerà! 🙂

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