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Cosa vedere a Berlino in due giorni: itinerario del secondo giorno

Continua in questo articolo il mio itinerario per scoprire Berlino in due giorni. Se vi siete persi la prima parte, la trovate qui, se invece siete già pronti partiamo!

Il primo giorno a Berlino è stato intenso ma splendido e la giornata di oggi non sarà da meno, ci aspettano storia, commozione, romanticismo e shopping!

 

Iniziamo questo secondo giorno dal Checkpoint Charlie, il posto di blocco che divideva il settore sovietico da quello americano; quella che vediamo è una ricostruzione fedele all’originale, con tanto di sacchetti di sabbia, che non ha nulla di strepitoso nella forma, quanto in ciò che evoca. A lato il famoso cartello, che recita “state lasciando il settore americano” da un lato e “state entrando nel settore americano” dall’altro.

Non potete immaginare la fatica per riuscire a fare queste foto senza nessun giapponese davanti!

checkpoint charlie

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Praticamente attaccato al Checkpoint Charlie c’è l’Haus am Checkpoint Charlie, uno dei musei di storia recente più commoventi che abbia mai visto. È stato fondato nel 1963 allo scopo di documentare la disperazione degli abitanti di Berlino che hanno cercato negli anni di superare il muro per scappare dal settore sovietico. Considerate almeno un paio d’ore per la visita, l’atmosfera è quasi surreale tra pannelli esplicativi e descrizioni dei vari tentativi di oltrepassare il muro; ho perso il conto di quante volte mi sono ritrovata a fissare una foto con un nodo allo stomaco che mi toglieva il fiato.

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La tappa successiva è lo Judisches Museum, il museo ebraico, un altro luogo in cui il nostro cuore viene messo duramente alla prova, in cui le emozioni prendono il sopravvento, passiamo in un secondo dalla tristezza alla rabbia e dalla commozione allo sgomento.. ora vi spiego perché. Dall’ingresso scendiamo in un tunnel sotterraneo, semplice, spoglio, da cui partono tre corridoi, tutti in pendenza, in salita, sulle cui pareti leggiamo i nomi dei campi di concentramento purtroppo più noti. Pelle d’oca.

Il primo corridoio conduce alla Torre dell’Olocausto e non sappiamo cosa aspettarci, non appena entriamo in questa stanza la porta si richiude alle nostre spalle e restiamo nel buio e nel silenzio quasi assoluti, in un ambiente dal soffitto altissimo ma completamente vuoto, illuminato solo da una sottile e flebile striscia di luce in alto. Non riesco a descrivervi il senso di sgomento che ho provato, immaginando lo strazio e il vuoto provocati dalla follia nazista.

judisches museum

Il secondo corridoio ci porta al Giardino dell’Esilio, una serie di stele disposte su un piano inclinato, su cui è difficile mantenere l’orientamento, una sensazione vivida di precarietà, di mancanza di equilibrio, di difficoltà. Vi assicuro che camminare qui è stato davvero difficile, dopo un minuto mi girava completamente la testa. Forse era proprio così che si sentivano gli Ebrei, senza un punto fisso, senza un riferimento, in balia di una situazione esterna su cui non avevano alcun controllo.

judisches museum_giardino degli esuli

L’ultimo corridoio conduce infine al museo vero e proprio, una raccolta di oggetti, filmati e molto altro, che raccontano la vita degli Ebrei in Germania fino ad oggi. Le sale sono forse addirittura troppo ricche di testimonianze e ci vorrebbero ore per vedere tutto per bene, ma noi siamo piuttosto provati da tutte le sensazioni appena vissute, che ci affollano la testa e il cuore. Dedichiamo quindi poco meno di un’oretta alla visita, soffermandoci sulle stanze che ci sembrano più interessanti; la cosa che mi è piaciuta di più è il grande albero, posto al centro di una delle prime sale, su cui chiunque può appendere un bigliettino rosso con i propri desideri o i propri pensieri, l’ho trovato perfetto per un luogo come questo, un modo bellissimo per condividere un pezzetto del proprio cuore.

judisches museum_albero

Ora, per completare questa prima parte del nostro secondo giorno a Berlino, torniamo nel quartiere Mitte (dove siamo stati ieri), per visitare l’Holocaust Mahnmal, il memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa, che occupa ben un isolato intero. Una distesa di 2.711 stele grigio scuro in calcestruzzo, della stessa forma ma di diversa altezza (le più alte arrivano a 4mt), tra le quali si può camminare, in una sorta di labirinto, come in un immenso cimitero; in mezzo a tutta questa tristezza io ci ho visto però anche della speranza, quella di un cielo azzurro sopra la testa, quella della luce che scalda queste stele inanimate e dà loro dignità.

holocaust denkmal

holocaust denkmal_cielo

Il memoriale si trova praticamente dietro a Pariser Platz, la piazza della Porta di Brandeburgo e ovviamente non ci facciamo scappare l’occasione di rivederla alla luce del giorno. Che vi devo dire, secondo me, è molto più bella la sera, tutta illuminata, voi che ne pensate?

porta brandeburgo

Da qui facciamo una breve passeggiata al Tiergarten, che in autunno è favoloso, e torniamo anche a vedere il Reichstag visto che ieri sera ne abbiamo apprezzato solo la cupola. L’ideale a questo punto credo sia andarci verso il tramonto per ammirarne l’esterno con la luce e salire poi sulla cupola con il buio necessario. 🙂

autunno a berlino

Reichstag

A questo punto siamo pronti per una piccola gita fuori porta. Sapete che adoro i castelli e non potevo non vederne uno anche a Berlino. Prendendo prima la metro di superficie e poi l’autobus, dal centro città arriviamo in circa una mezz’ora al più grande palazzo di Berlino, Schloss Charlottenburg, la residenza di campagna di Sophie Charlotte, moglie di Federico I. È stata costruita verso la fine del 1600 e nei secoli successivi è stata ampliata e modificata, tanto che ora è un bellissimo mix di stili di epoche diverse.

schloss charlottenburg facciata

schloss charlottenburg

Non avendo moltissimo tempo a disposizione (la chiusura è tassativa alle 18), decidiamo di dedicare ai giardini solo una mezz’ora; sono davvero vastissimi e in autunno dolcemente malinconici, nelle mille sfumature di giallo, rosso e arancione.

La visita agli interni dura invece circa un’oretta, tra stanza barocche e rococò, tra gli appartamenti reali e le preziosissime collezioni di porcellane e argenterie; pensate che la Camera della Porcellana è una delle più grandi di Germania. La stanza più bella? Per me non ci sono dubbi, è la Galleria Dorata, una meraviglia lunga più di 40mt, ricca di decori e di specchi, dove sentirsi una principessa per qualche minuto. 🙂 All’interno è possibile fare foto (ma, udite udite, solo se si pagano 3 euro aggiuntivi, no comment!) che però non possono essere divulgate; quindi, anche se non sono assolutamente d’accordo perché credo che le cose belle vadano condivise il più possibile, non vi posto le foto che ho fatto io ma quelle del sito ufficiale, dato che voglio comunque darvi almeno un’idea dello sfarzo delle sale.

charlottenburg_innen
credits: www.spsg.de

Dopo la visita al castello torniamo in centro, per la nostra terza ed ultima serata a Berlino, con l’obiettivo di fare un po’ di sano shopping. Iniziamo da Kurfürstendamm, per gli amici Ku’damm, il viale che nel passato veniva percorso dai principi elettori che si recavano alla riserva di caccia della foresta Grunewald; nei secoli, grazie soprattutto a Bismarck, è stato reso sempre più elegante e lussuoso, sul modello degli Champs Élysées, tanto che ai tempi del muro veniva chiamato “la vetrina dell’Occidente”. Oggi Ku’damm è la principale via dello shopping di Berlino: negozi e boutique delle marche più prestigiose e una miriade di persone, turisti e berlinesi si riversano qui in ogni momento della giornata per una passeggiata alla moda.

Lungo Ku’damm si trova anche la Kaiser-Wilhelm-Gedachtniskirche (chiesa in memoria dell’imperatore Guglielmo), o meglio, quel che ne rimane, visto che è stata bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale. Entriamo per una rapida occhiata e resto a bocca aperta: il soffitto è completamente ricoperto di mosaici dai colori brillanti, che celebrano gli Hohenzollern, un vero spettacolo!

chiesa guglielmo

chiesa guglielmo

Continuiamo la nostra passeggiata su Tauentzienstrasse, il “prolungamento” di Ku’damm, sempre tra le luci delle vetrine e una moltitudine di persone. Ad un certo punto, al centro della strada, vediamo una scultura gigantesca, si tratta di “Berlin”, un’opera di Brigitte e Martin Matschinsky-Denninghoff, che in passato rappresentava la divisione della città e ora ne simboleggia l’unità. Guardate bene questo foto, perché per scattarla mi sono quasi fatta investire! 🙂

kudamm

Cammina cammina, arriviamo infine a Wittenbergplatz, su cui si affaccia il KaDeWe (Kaufhaus des Westens, letteralmente “l’emporio dell’Ovest”), il più grande centro commerciale dell’Europa continentale, 60.000mq disposti su sette piani. Oh, io ve l’avevo detto che avremmo fatto shopping, giusto? 🙂 A  tratti il KaDeWe mi ha ricordato Harrods, per alcuni elementi particolarmente sfarzosi, per i soffitti altissimi e per le grandi marche che solo a guardarle ti si svuota il portafogli. Inoltre dovete sapere che io adoro la Food Hall di Harrods, ogni volta che ci torno comprerei e assaggerei di tutto, e il sesto piano del KaDeWe non è da meno; è detto “piano gourmet”, perché ci sono angoli dedicati ad ogni cosa: dal pesce alla carne, dai formaggi al pane, dai vini alle birre ai dolci, più di 35.000 prodotti, il posto perfetto per un aperitivo (non per la cena purtroppo, perché alle 20 chiude i battenti).

kadewe berlino

Concludiamo la serata passeggiando senza una meta precisa e cenando con un velo di malinconia, perché Berlino ci ha conquistati più di quanto ci aspettassimo. Che altro dirvi? Se non l’avete già fatto, correte a visitarla!

4 Comments

  1. Che bello che Berlino ti abbia colpita in maniera positiva! Purtroppo è una città che spesso lascia indifferenti.
    Io ho avuto l’impressione che il tempo ha disposizione fosse troppo poco (o forse sono io che voglio vedere sempre troppe cose in poco tempo 😉 Purtroppo non ho visto lo Judisches Museum e mi dispiace tantissimo: spero di tornare presto e poterlo visitare.
    Ah, il Reichstag l’ho visto solo di giorno, accidenti 😉
    Buona serata 🙂

    1. In quasi tutti i viaggi ho sempre l’impressione che il tempo sia poco :-), sia perché mi fisso sempre mille cose da vedere e da fare sia perché a volte mi piace prendermi del tempo per girare senza meta, nelle zone più local, per vivere ancora meglio i luoghi. Lo Judisches Museum mi ha davvero lasciato un segno, la torre dell’olocausto fa paura, la paura che siano esistite atrocità del genere..
      Direi che hai già due buoni motivi per tornare a Berlino! 😉
      Buona serata anche a te, un abbraccio!

  2. Bellissimo anche questo post. Sei riuscita ad incastrare molto bene le tappe dell’itinerario visto che lì chiude tutto abbastanza presto. Mi è piaciuto come hai descritto certe sensazioni, come quando parli del disorientamento che devono aver provato gli Ebrei.
    Mi tengo questo tuo post per il giorno in cui andrò a Berlino ☺

    1. Grazie mille Elisa di questo tuo bel commento, effettivamente mentre organizzavo il tutto da casa la cosa difficile è stata incastrare tutti gli orari 🙂 Berlino è stata un’alternanza di emozioni e i luoghi alla memoria degli ebrei mi hanno colpita davvero tanto, come un pugno allo stomaco..
      Se dovessi organizzarti per Berlino fammi sapere 🙂
      Un bacione

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