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Cosa vedere a Berlino in due giorni: itinerario del primo giorno

Per visitare Berlino bisogna saper vedere anche quello che non c’è più e saper intuire una ingannevole realtà. Qui gli eventi sono cicatrici sul volto della storia, ma la loro capacità evocativa è intatta. A Berlino nulla resta più visibile di ciò che si cerca di cancellare.
(J. B. Merian)

Cosa vedere a Berlino? Quali sono le cose da non perdere a Berlino? Quanti giorni servono per visitare Berlino? Tutte domande che mi sono fatta prima di partire e che magari vi state facendo anche voi. Ho pensato allora di prepararvi un itinerario per scoprire la capitale tedesca in un paio di giorni, supponendo di arrivare la sera e di avere poi due giornate piene a disposizione.

Arrivando a Berlino di sera, il mio consiglio è di andare subito a Potsdamer Platz e in particolare al Sony Center, un concentrato di colore e di vivacità, costruito principalmente in vetro e acciaio. Alzate gli occhi e stupitevi del “tetto a ombrello”, che dà il meglio proprio di sera, tra mille tonalità viola e blu! La cosa curiosa è la motivazione di questa strana forma, sentite un po’: “visto dall’esterno, dovrebbe rappresentare uno dei simboli del Giappone: il monte Fuji. Secondo le credenze giapponesi, infatti, nelle montagne vivono i kami, dei numi tutelari della fede shintoista. Siccome Berlino non ha montagne, il Sony Center avrebbe dovuto quindi costituire una casa artificiale per i kami, in modo da poter invocare la loro protezione anche per la sede europea della Sony” [fonte Wikipedia].

Tornando a noi, la sera è il momento migliore per trovarsi al Sony Center perché la piazza interna brulica di giovani e di vita, e ci sono un sacco di locali dove cenare o bersi una buona birra o entrambe le cose!

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Il giorno seguente prepariamoci ad una bella camminata. Se mi seguite, sapete già che quando è possibile amo scoprire le città a piedi, credo che sia il modo migliore per apprezzare le diversità dei vari quartieri, per sentire il profumo della quotidianità e per osservare le persone e i loro occhi, quindi gambe in spalla!

Iniziamo il nostro itinerario da Gendarmenmarkt, una delle piazze più belle di Berlino, che si presenta con due chiese gemelle ai lati (il duomo francese e il duomo tedesco) e la Konzerthaus al centro. Come vi ho gia raccontato, a Berlino ci sono grandezza, eleganza e dolcezza e questa piazza ne è un perfetto esempio.

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Pochi passi e ci spostiamo a Bebelplatz, dove si affacciano alcuni degli edifici più belli della città a mio avviso, come l’Alte Bibliothek e la Deutsche Staatsoper (l’Opera di Stato tedesca).

Uno dei lati di Bebelplatz dà sul viale più famoso di Berlino, Unter den Linden (letteralmente “sotto i tigli”, anche se oggi non ce n’è neppure l’ombra), che in origine collegava il palazzo reale con i giardini del Tiergarten. Vediamo di fronte a noi la Staatsbibliothek e l’Humboldt Universität, la più antica università di Berlino, dove hanno insegnato Hegel, Schopenhauer e Einstein, così, giusto per farvi qualche nome! 🙂

Continuando lungo il viale in direzione Alexanderplatz ed entriamo alla Neue Wache, un piccolo edificio che da fuori sembra un tempio greco ma che in realtà è un monumento alle “vittime della guerra e della dittatura”; al suo interno una sola stanza, spoglia, con al centro l’ingrandimento della Pietà di Kollowitz, nessun altro fregio o decoro tutt’intorno, solo spazio vuoto, da riempire con i nostri pensieri.

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Proseguiamo ancora e attraversiamo lo Schlossbrücke, per arrivare finalmente alla Museum Insel, l’isola dei musei, una sorta di cittadella delle arti. Io vi parlo da amante dell’arte, per cui per me questa zona è il paese dei balocchi e ci avrei passato giornate intere. Indipendentemente dai vostri gusti, vi consiglio di visitare almeno uno di questi musei, in particolare il Pergamon Museum; qui sono custoditi la porta di Ishtar e l’altare di Pergamo (sappiate però che l’altare è in restauro ancora per qualche anno), ma non solo, c’è anche una bellissima sezione d’arte islamica che mi ha lasciata a bocca aperta, soprattutto per la stanza di Aleppo, completamente dipinta nelle tonalità del rosso. Considerato che dalla tarda mattinata inizia a formarsi una coda lunghissima per accedere al museo, fate bene i vostri conti, noi siamo arrivati poco prima delle 10, l’orario di apertura, e in pochi minuti ce la siamo cavata.

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Dopo esserci saziati di cultura e di bellezza, adiacente all’isola dei musei troviamo il Berliner Dom (il Duomo), sicuramente tra le chiese più belle che ho visto finora fuori dall’Italia. Mosaici, sculture e bassorilievi in pietra arenaria, velluto rosso sulla loggia imperiale, un pulpito scolpito in legno di quercia e un organo di ben 7269 canne tra i più grandi e più belli del tardo Romanticismo tedesco. E poi marmo e decorazioni in bronzo dorato, l’impressione d’insieme è di sfarzo e luminosità.

Considerate circa un’oretta per la visita completa, perché, se vi va, è anche possibile salire sulla cupola per vedere Berlino dall’alto (mi sento in dovere di avvisarvi che ci sono 270 gradini!) oppure scendere nella cripta degli Hohenzollern, uno dei mausolei più importanti d’Europa, che conta circa un centinaio di sarcofagi.

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Uscendo dal Duomo troviamo davanti a noi, dall’altro lato della Sprea, uno dei musei più interessanti di Berlino, il DDR Museum (museo della Repubblica Democratica Tedesca), che ripercorre la vita quotidiana degli abitanti di Berlino Est nel quarantennio dal 1949 al 1990. Una ricostruzione perfetta degli ambienti, da un appartamento completamente arredato a una camera d’asilo a una stanza di un collaboratore della Stasi. Oggetti reali di uso comune in un’esposizione interattiva, oggetti da toccare, cassetti da aprire, per esssere catapultati in un momento di vita passato: i giocattoli di un bambino e i giornali di un padre, un giradischi, una radio e un registratore di cassa, i prodotti alimentari di un tempo e le utilitarie in cui ci si può sedere, vedendo scorrere davanti a sè la strada di una volta, come in un film.

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A questo punto siamo a due passi da Alexander Platz, forse l’unica delusione di questa città. Grande è grande, piena di negozi anche, ma è grigia e non mi ha entusiasmato per nulla (tranne che per il sempre adorabile Dunkin’ Donuts!). Essendo però una delle zone nevralgiche della città dedichiamole per dovere di cronaca una passeggiata. Ma cosa c’è da vedere nella zona della Alexanderplatz? Anche da lontanto è impossibile non notare la Fernsehturm, la torre della televisione, alta ben 365 metri, su cui si può salire per vedere la città dall’alto. Ci sono poi il Rotes Rathaus (il municipio di Berlino), con la caratteristica facciata di mattoni rossi, l’Orologio universale e la fontana dell’Amicizia tra i popoli. Ma ripeto: secondo me niente di ché.

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Ritorniamo adesso alla Berlino che ho amato. Vicinissimo ad Alexanderplatz c’è uno dei quartieri più carini di tutta la capitale: Nikolaiviertel, un tuffo nel periodo medievale da cui non vorrete più andare via. Negozi deliziosi, peluches giganti per cui rimpiangerete di aver portato con voi solo il bagaglio a mano, decorazioni natalizie in legno da perdere la testa e la chiesa più antica della città, la maestosa Nikolaikirche, tutto in un contesto dai colori pastello, quasi impalpabili, che in autunno sono ancora più caldi.

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So che stiamo camminando da ore, ma mi raccomando non mollate, adesso viene il bello. Torniamo ad Alexanderplatz e prendiamo la metro di superficie per raggiungere uno dei must di questa nostra prima volta a Berlino: l’East Side Gallery, oltre un chilometro di storia e di colore, quel che resta del muro di Berlino, a cui artisti del presente hanno ridato vita, creando la più lunga galleria d’arte all’aperto del mondo! Costeggiamo il muro senza alcuna fretta, pensando che i colori vivaci e le scritte che stiamo fotografando in questo momento hanno diviso intere famiglie per anni, pensando che sotto a questi murales si nasconde la disperazione di chi dalla sera alla mattina ha visto la propria vita cambiare per sempre. Una vergogna che è durata per ben 28 anni, dal 13 agosto 1961 al 9 novembre 1989.

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Percorriamo tutta l’East Side Gallery, fino all’Oberbaumbrücke, il ponte rosso di Berlino, e da qui, a qualche centinaio di metri, riprendiamo la metro in direzione Hackescher Markt. Il nostro prossimo obiettivo è infatti un po’ di sano shopping agli Hackesche Höfe.

Non si tratta di  una zona che trovate nella classica lista delle “10 cose da vedere a Berlino”, ma io non solo la inserisco di diritto, ve la stra-consiglio! Otto cortili, ristrutturati negli anni Novanta, collegati gli uni agli altri, in cui potete trovare boutique, negozi di artisti emergenti, locali caratteristici, gallerie d’arte, in uno scenario a dir poco favoloso, dai palazzi in stile liberty alle facciate delle abitazioni ricoperte di edera rosseggiante. Considerate almeno un’oretta se come me siete amanti dello shopping “alternativo”.

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So cosa vi state chiedendo a questo punto. Siamo in giro da questa mattina, è ormai sera, e ancora non abbiamo visto il simbolo per eccellenza di Berlino! Niente paura, ci siamo quasi!

Con la nostra fidata metropolitana arriviamo proprio di fronte alla Brandenburger Tor, che la sera è meravigliosamente illuminata! Alta 26 metri e larga 65, nel recente passato ha simboleggiato la divisione di Berlino, è qui infatti che Reagan nel 1987 ha pronunciato la famosa frase: “Signor Gorbachov, abbatta questo muro”. Dopo la caduta del muro, nel 1989, la Porta di Brandeburgo è diventata il simbolo incontrastato della Berlino unita.

Sopra la porta vediamo la scultura della Quadriga, che ha una storia un po’ travagliata: quando Napoleone nel 1806 occupò Berlino, portò la Quadriga a Parigi come trofeo di guerra. Otto anni più tardi, dopo la sconfitta di Napoleone, la Quadriga tornò a Berlino. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu danneggiata e finalmente ricostruita nel 1958 e posizionata dove la vediamo ora.

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Per concludere in bellezza questa prima intensa giornata a Berlino oltrepassiamo la Porta di Brandeburgo e ci dirigiamo al vicino palazzo del Reichstag, per salire sulla famosissima cupola di vetro progettata da lord Norman Foster. Migliaia di metri quadrati di vetro per creare una cupola trasparente allo scopo di simboleggiare la trasparenza del sistema democratico tedesco. L’ingresso è gratuito, è solo necessario prenotare la propria visita sul sito ufficiale (mi raccomando, fatelo con largo anticipo, se volete scegliere il giorno e l’ora che preferite). Dopo i controlli di routine e il ritiro dell’audioguida, iniziamo a salire; mano a mano che si sale, in base all’altezza raggiunta, l’audioguida ci indica esattamente cosa stiamo vedendo sotto di noi nella Berlino notturna illuminata, oltre a darci un sacco di informazioni interessanti sulla costruzione. La cupola ha un diametro di 40 metri e consente di avere una panoramica a 360 gradi sulla città, soprattutto quando si raggiungono i 54 metri di altezza della sommità. È aperta sulla base e sulla cima e proprio in cima c’è una sorta di imbuto che serve a deviare l’acqua in caso di pioggia ed evitare che vada a finire nella sottostante aula plenaria, dove vengono elette le massime cariche dello stato (presidente, vice-presidente e cancelliere). Al centro della cupola ci sono inoltre ben 360 specchi che riflettono la luce proprio nell’aula plenaria. Ci prendiamo tutto il tempo per godere al massimo di questa visita e uscendo dalla cupola stiamo ancora qualche minuto nella grande terrazza ad ammirare le luci della città dall’alto, forse uno dei momenti più belli dell’intera giornata.

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Stanchi ma felici ce ne andiamo a dormire, domani ci aspettano molte altre cose da scoprire!

Qualche informazione sui vari ingressi

Pergamon Museum – 12 euro

Berliner Dom – 7 euro (5 euro con la Welcome Card)

DDR Museum – 9.50 euro (6 euro con la Welcome Card)

Reichstag – l’ingresso è gratuito ma come vi ho scritto dovete prenotare la visita sul sito ufficiale

 

8 Comments

  1. Non avrei mai pensato che a Berlino ci fosse un quartiere medievale, addirittura coi portici!
    Non ci sono mai stata e non credo ci andrò a breve, mi dà l’idea di una città grigia e deprimente nonostante la sua storia. Devo essere del mood giusto, ecco. Però mi tengo l’itinerario, non si sa mai.

    1. Ciao Anna, ti capisco, anch’io ci sono andata più che altro per curiosità, ma senza grosse aspettative, me l’immaginavo fredda e poco accogliente, e invece ne sono rimasta travolta.. I colori dell’autunno le danno un tocco di magia e di dolcezza e ci sono alcuni quartieri, come Nikolaiviertel, che mi hanno fatto impazzire!! <3
      Un abbraccio e grazie di essere passata

  2. Ti dirò che il mal di gambe mi è venuto solo a leggerti, ma ammetto che le foto ripagano la stanchezza. Al reale dev’essere anche meglio!
    A Berlino non sono ancora stata e dal tuo post ho trovato molte informazioni interessanti e ho capito che questa città conserva bellezze davvero per tutti i gusti ☺

    1. Ahahahahahaha! Quando la sera siamo tornati in hotel mio marito effettivamente è crollato e me lo rinfaccia ancora adesso!! 🙂
      Ma io adoro camminare e anche se i chilometri macinati sono stati molti, ti assicuro che non li ho davvero sentiti, perché c’era sempre qualcosa di bello davanti agli occhi e poi anche perché ho avuto la fortuna di trovare dei locali veramente carini dove fermarmi per pranzo o per una pausa 😉

  3. Ciao Silvia, anche io sono tornata da poco da Berlino: una città complicata, che mi è piaciuta molto. Io ci sono stata per tre giorni interi, e purtroppo ho dovuto rinunciare a vedere delle cose per mancanza di tempo, però almeno mi consolo con le tue fotografie.
    Mi dispiace di aver visto la Porta di Brandeburgo di pomeriggio e non alla sera, perché ora vedo che con le luci è ancora meglio!
    Carino vero il museo della DDR? Hai presente il finto ascensore che porta all’appartamento? Lì mi è sembrato veramente di essere nella DDR, è davvero suggestivo 😉

    1. Ciao Silvia, ho visto alcuni tuoi scatti su IG e ho capito che anche a te Berlino è entrata nel cuore 🙂
      Io sono andata alla porta di Brandeburgo la sera e ti confermo che è mozzafiato, poi ci sono tornata il giorno dopo per vederla anche con la luce 🙂
      Il museo della DDR è bellissimo, mi sono sentita catapultata nel passato, potendo anche vedere e toccare ogni cosa, un museo diverso dai soliti!
      Un abbraccio

  4. Sto leggendo parecchi articoli su Berlino in questi giorni, città che mi ha sempre lasciato del tutto indifferente ed invece comincia a generare in me un certo interesse.
    Scoprire poi angoli che non ti aspetteresti di trovare mai in città attraverso le tue foto bellissime è…WOW!

    Un bacione silvia <3

    1. Sono felice che Berlino inizi ad incuriosirti, io non avevo grandi aspettative e me ne sono innamorata perché è completamente diversa dallo stereotipo di città grigia e triste a cui tutti pensano. Tra Nikoloaiviertel e Hackescher Markt mi sembrava di essere in una fiaba 🙂
      E poi la cupola del Reichstag mi ha dato il colpo di grazia, colpita dritta al cuore!
      Un bacione a te cara <3

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