Campania Italia

Ravello e le sue Ville: “il più bel panorama del mondo”

Nei secoli scorsi era chiamata “la Patria dello Spirito”. Oggi è una delle mete imperdibili in Costiera Amalfitana.

Sto parlando di Ravello, forse meno nota al turismo di massa rispetto ad Amalfi e Positano ma, fidatevi di me, è una meraviglia che resta nel cuore per sempre.

Situata tra Minori e Amalfi, Ravello sorge su una rupe a picco sul mare, a circa 320mt, e vanta un patrimonio storico e architettonico che da sempre l’ha resa meta privilegiata di artisti e letterati e non solo, da Richard Wagner, che qui disse di aver trovato “il giardino incantato di Klingsor” del Parsifal, a Virginia Woolf, a moltissimi altri, come l’elegantissima Jacqueline Kennedy.

Arrivando in auto, il parcheggio più comodo è quello di Piazza Duomo, proprio sotto la piazza principale, a cui si accede con pochi gradini, il punto perfetto per iniziare la visita di Ravello.

Il primo colpo d’occhio è di un borgo antico, dai ritmi lenti, con abitazioni in pietra, strette stradine lastricate e fiori colorati.

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Ravello è come uno scrigno, pieno di tesori e di pietre preziose. Me ne sono accorta subito, passeggiando tra le sue vie, respirando il senso di pace che si respira ad ogni angolo, mentre lo sguardo si perde tra i dolci vigneti e il mare. E le sue perle più preziose sono due ville, due luoghi che rifuggono al senso dello spazio e del tempo e che parlano la lingua dei sogni.

Ho avuto modo di visitarle entrambe e, anche se forse le mie parole non renderanno giustizia, voglio provare a raccontarvele e a mostrarvi la bellezza che custodiscono.

Villa Rufolo

L’ingresso di Villa Rufolo è proprio in centro, a lato del Duomo, e il biglietto costa 5 euro.

Il nome deriva dalla famiglia che l’ha fatta costruire, circa dieci secoli fa. Nel periodo di massimo splendore, intorno al tredicesimo secolo, si era soliti dire che Villa Rufolo avesse “più ambienti che i giorni dell’anno”. Di tutta quella magnificenza oggi ne resta purtroppo solo una parte, che fortunatamente è stata salvata dallo scorrere inesorabile del tempo; nel corso degli anni sono state apportate aggiunte e modifiche, a partire dai bellissimi giardini ottocenteschi che tanto hanno incantato Wagner.

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La visita inizia dalla Torre d’ingresso, dal puro scopo ornamentale, e conduce subito al Chiostro Moresco, un ambiente dall’atmosfera quasi medievale, con colori caldi, tenui, che giocano tra luci ed ombre.

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Salendo qualche gradino si passa alla Torre Maggiore, alta circa trenta metri, la parte più antica del complesso monumentale di Villa Rufolo. A pochi passi la Sala dei Cavalieri dalle enormi arcate e finalmente il Giardino ottocentesco, disposto su due livelli, un’esplosione di colori e di romanticismo.

La parte più bella dell’intera visita è proprio il giardino superiore, con un belvedere mozzafiato, che si ritrova in tutte le cartoline di Ravello e della Costiera Amalfitana e dove ogni anno si tiene il Ravello Festival, un evento musicale e culturale di risonanza internazionale.

La vista dall’alto è superba, sarei potuta restare ore ad ammirare il profilo della costa, un acquerello dipinto con i colori dell’estate, un tocco di azzurro, una pennellata di blu, un soffio di luce e la Costiera che si mostra in tutta la sua elegante bellezza.

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Dalla terrazza panoramica si scende verso ciò che rimane dell’area destinata alle cure termali e al bagno turco, arrivando al livello più basso dove si trova il colonnato che sostiene il Chiostro Moresco. Risalendo infine qualche gradino la visita si conclude nella Sala da Pranzo, coperta da grandi volte a crociera, e da qui si ritorna al Chiostro e al viale d’ingresso.

Villa Cimbrone e il Terrazzo dell’Infinito

Villa Cimbrone si trova ad una decina di minuti a piedi dal centro storico di Ravello, una piacevole passeggiata tra le stradine del borgo, che permette di curiosare tra i negozi di artigianato e di godere della rilassante vista dei vigneti che colorano i terreni circostanti.

Alla fine dell’Ottocento il vasto podere su cui sorge ora Villa Cimbrone versava in uno stato di completo abbandono. Si deve a Ernest William Beckett, Lord Grimthorpe, un colto viaggiatore inglese, il merito di aver comprato e fatto rinascere questo luogo, con il preciso obiettivo di farlo diventare “il luogo più bello del mondo”. Oggi il complesso di Villa Cimbrone è davvero uno tra i più belli che io abbia mai visitato, un magico connubio di storia e natura, che vanta un parco di ben sei ettari.

Il biglietto costa 7 euro e per la visita calcolate almeno due-tre ore. Non appena superato l’ingresso, un imponente portale cinquecentesco, trovate la biglietteria subito sulla destra e qui vi consiglio di chiedere la mappa della Villa, davvero ben fatta e che vi aiuterà ad orientarvi e a non perdere nessuno dei punti più belli.

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Di fronte alla biglietteria c’è il primo ambiente imperdibile, un Chiostro delizioso in stile arabo-siculo-normanno; è ricchissimo di dettagli ed elementi decorativi, sacri e profani, dai sette peccati mortali ai nove guerrieri normanni, un piccolo cortile da cui non vorrete più uscire!

Dal Chiostro si può accedere direttamente alla Cripta, al livello inferiore, una costruzione ad archi in stile gotico che tanto ricorda i romanzi dalle tinte medievali; le pareti chiare e la luce che entra fioca le conferiscono un tocco quasi mistico.

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Si prosegue poi verso l’interno del parco, lungo il Viale delle Ortensie, una serie di colonne circolari che sostengono un pergolato verde da cui spuntano spicchi di cielo e che termina con un piccolo pozzo in ferro battuto. Mano a mano che proseguirete nella visita, noterete come niente sia lasciato al caso, come ogni angolo sia in armonia con ciò che lo circonda, come le opere dell’uomo e gli elementi naturali siano integrati, dalle piante rampicanti che vestono gli edifici ai vasi e alle statue che accompagnano i viali alberati.

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Continuando a camminare si arriva alla statua bronzea del David e, con una piccola scala, al Terrazzo delle Rose, un’altra tappa da non perdere: rose delle varietà più belle, disposte in aiuole perfettamente curate, delimitate da una balaustra in stile arabo e con al centro una meridiana in pietra.

Scendendo dal Terrazzo si può gettare lo sguardo verso il mare e ammirare anche la parte di parco che appartiene all’hotel di lusso ospitato nel complesso di Villa Cimbrone; non si sa mai che vi venga voglia di organizzare un weekend super romantico!

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Siamo quasi arrivati al momento più emozionante dell’intero percorso. Si percorre il Viale dell’Immenso, tra pergolato, fiori profumati, vasi e statue antiche, fino alla Statua di Cerere, che segna l’inizio del Terrazzo dell’Infinito, il balcone naturale più scenografico che abbia mai visto, da cui si può godere del “più bel panorama del mondo”.

Prendetevi tutto il tempo per saziare gli occhi e il cuore, per lasciar vagare la vista sul profilo della Costiera, tra i suoi borghi, i vigneti e i limoneti, tra i suoi colori e i suoi profumi.

Lasciatevi abbagliare dal sole e respirate l’azzurro del mare. 

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Riprendete poi la visita, camminando nel verde fino al Poggio di Mercurio e alla Grotta di Eva, che per me è stata l’unica piccola delusione della giornata, perché, anche se la grotta naturale è molto bella, la statua marmorea di Eva è racchiusa in una teca che a mio avviso la priva della giusta suggestione.

Da qui, scendendo su un piccolo vialetto, si arriva al Tempietto di Bacco, curatissimo e graziosissimo: colonne doriche, la raffigurazione bronzea di Bacco con i sempre presenti grappoli d’uva, in un punto del parco un po’ celato alla vista, un luogo che sembra quasi di raccoglimento; forse proprio per questo motivo Lord Grimthorpe ha voluto che le sue ceneri fossero sepolte qui, alla base del tempio.

Il parco è vastissimo, sei ettari di verde, come vi ho detto all’inizio, ed è possibile fare delle lunghe camminate immersi nel silenzio più totale, a contatto solo con la natura e con sè stessi, osservando i colori, ascoltando il suono delle foglie che danzano al vento, meravigliandosi ancora una volta della bellezza di questo luogo.

Prima di ritornare verso l’ingresso merita infine una sosta la Tea Room, la sala da thè, un padiglione aperto con dei coloratissimi giardini all’italiana antistanti.

Quando sono uscita da Villa Cimbrone ho provato un senso di gratitudine che non vi so spiegare, come se avessi trovato un luogo dell’anima, un’oasi dove tutto assume un senso.

Se state pensando ad un viaggio in Costiera Amalfitana, fate quindi in modo di passare una giornata a Ravello, che a ragione è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e che vi regalerà “il più bel panorama del mondo”.

 

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