Campania Italia

Salire al cratere del Vesuvio tra pennellate di cielo

Qualche tempo fa, durante il mio on the road in Sicilia, ho fatto una bellissima escursione sull’Etna, che mi ha lasciato senza fiato, con il suo paesaggio quasi lunare, con la sua fierezza. Quindi lo scorso agosto, durante il mio soggiorno in Costiera Amalfitana, non mi sono fatta scappare l’occasione di salire sul Vesuvio, l’unico vulcano attivo d’Italia, anzi di tutta l’Europa continentale.

Sorge al centro del Parco Nazionale del Vesuvio, uno dei parchi più importanti a livello europeo, istituito nel 1995. Circa 50km di sentieri, una grandissima varietà di specie animali e vegetali e una vista dal cratere che abbraccia tutto il Golfo di Napoli.

Da sempre il Vesuvio e la sua bianca fumarola sono il simbolo della Campania, una delle immagini ricorrenti nelle cartoline che sicuramente avrete visto un sacco di volte.

Il Vesuvio è costituito da un cono esterno tronco, oggi spento, e da un cono interno più piccolo che invece è ancora attivo.

Ecco qui alcune informazioni pratiche per raggiungere la vetta. Io ero in auto, quindi di seguito trovate quella che è stata la mia esperienza, se conoscete modi più furbi fatemi sapere!

Dall’uscita autostradale di Ercolano basta seguire il navigatore o la segnaletica per una quindicina di minuti, salendo quasi fino a quota 1000mt. Ad un certo punto si arriva ad un bivio dove la scelta obbligatoria: a sinistra non si può andare perché la strada è riservata a pullman, navette e mezzi autorizzati, a destra c’è un parcheggio a pagamento (5 euro di tariffa fissa) lungo il ciglio della strada. Dopo aver lasciato l’auto si torna a piedi fino al bivio e da qui le opzioni per raggiungere quota 1000mt sono due: proseguire lungo la strada di sinistra a piedi per qualche chilometro (personalmente ve lo sconsiglio, soprattutto in estate) o prendere la navetta a soli 2 euro A/R.

Una volta raggiunta quota 1000mt è necessario recarsi al centro visitatori per acquistare il biglietto (10 euro), perché l’accesso al sentiero che porta al cratere lungo il Gran Cono è a pagamento; la nota positiva è che nel biglietto è compresa anche la guida che si trova già sul posto.

A pochi passi c’è anche un piccolo bar, nel caso abbiate fame o sete o semplicemente vi servano le toilette, capita vero? 🙂

Ma torniamo a noi, finalmente possiamo iniziare la nostra salita. Come prima cosa vi dico che se, come me, andate in piena estate, dovete assolutamente munirvi di crema solare, cappello e acqua perché fa davvero caldissimo. Inoltre vi consiglio un abbigliamento comodo e scarpe da ginnastica o da trekking, perché il sentiero è sterrato e, anche se non lunghissimo (serve circa una mezz’ora per arrivare al cratere), ha dei tratti piuttosto ripidi. E potrebbe essere una buona idea portarsi anche un foulard, perché salendo è sempre un po’ ventoso.

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La guida che troverete in cima vi racconterà i fatti storici più salienti e risponderà a tutte le vostre curiosità, una piacevole chiacchierata di circa un quarto d’ora.

Giusto per rinfrescarvi la memoria vi ricordo come sono andate le cose, un veloce ripasso di storia, così sarete preparati! 😉 L’eruzione che tutti conosciamo fin dai libri di scuola è quella del 79 d.C., che ha distrutto completamente le città di Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabia. Nei secoli successivi ci sono poi state numerose altre eruzioni, fino all’ultima, quella del 1944, che ha distrutto Massa e San Sebastiano; da quel momento, per fortuna, il Vesuvio si è rasserenato, anche se continua ad essere costantemente sotto monitoraggio, per intercettare qualsiasi segnale di ripresa dell’attvità.

La vista sui crateri è eccezionale, posso quasi sentire l’odore della polvere e toccare la roccia nuda. Sembra di osservare un dipinto, pennellate di cielo che incontrano la terra.

Non so voi, ma io mi stupisco sempre di fronte a queste dimostrazioni della potenza e della grandezza della natura, mi ricordano come sia prezioso e fragile il nostro mondo e come sia necessario fare di tutto per preservarlo nel miglior modo possibile.

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Inutile infine dirvi che lungo la salita mi sono fermata innumerevoli volte ad ammirare il panorama, la vista del Golfo di Napoli da quassù è impagabile, specialmente se la giornata è limpida.

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6 Comments

  1. Non sapevo che si potesse salire in cima al Vesuvio! Un po’ la cosa mi terrorizza, ma, al tempo stesso, mi affascina parecchio.
    Diciamo che non vorrei essere lassu al momento sbagliato..

    1. È stato davvero affascinante e ti assicuro che non si percepisce alcun senso di pericolo, si soffre solo il caldo se come me ci vai in agosto 😉

  2. Che meraviglia! Neanche io sapevo si potesse salire in cima al Vesuvio: mi sa che dovrò inserire una postilla ai miei Travel Dreams su Napoli…. un’esperienza mozzafiato che hai saputo raccontare benissimo. Ho già voglia di partire!

    1. Ti ringrazio Elisa! Se vai a Napoli, ti consiglio assolutamente questa deviazione, la vista sui crateri è eccezionale e dall’alto il panorama sul Golfo toglie il fiato!
      Un abbraccio

  3. Quest’estate sono salita anche io!! Davvero emozionante, era la mia prima volta su un vulcano ed era anche nelle mie #100cosedafareprimadimorire, quindi non potevo proprio rinunciare!!

    1. Mi ricordo di aver visto un tuo video su FB!! 🙂
      È bellissimo vedere il panorama mano a mano che si sale e ritrovarsi poi proprio a pochi passi dal cratere, un’emozione unica!!
      Se ti capita, ti consiglio anche la salita all’Etna, sono sicura che ti piacerebbe tantissimo!
      Un abbraccio Michela

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