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In viaggio sulla Route 66 tra California e Arizona

[In viaggio sulla Route 66, on the road tra California e Arizona, tra spazi infiniti e piccoli centri abitati che raccontano la storia della strada per eccellenza]

 

“Get Your Kicks on Route 66”, cantava qualcuno.

Ci sono strade che non sono solo strade.

Ci sono strade che raccontano una storia.

Che sono diventate un simbolo.

Che ti accompagnano dall’alba al tramonto tenendoti per mano.

La madre di queste strade è lei, la Route 66, il sogno americano. Che è diventata negli anni il sogno di tutti. E che, non a caso, viene chiamata “Mother Road”.

 

Un po’ di storia

La Route 66 fu costruita negli anni Venti a seguito dello sviluppo economico dell’Ovest, per far fronte alla necessità di una rete stradale adeguata all’intenso flusso automobilistico e divenne ben presto simbolo di speranza. Un mezzo per raggiungere gli stati occidentali, per sfuggire alla Grande Depressione e cercare fortuna. Negli anni Settanta, per rispondere all’incremento del traffico, fu sostituita dalle Interstate, iniziando a scomparire poco per volta anche dalle mappe stradali. I centri che si erano sviluppati lungo il suo percorso si svuotarono e le piccole attività fallirono.

Il fascino della Route 66 è però rimasto immutato. Steinbeck e Kerouac vi hanno ambientato le loro opere più famose, contribuendo a renderla immortale. Più di 2400 miglia, da Est a Ovest, dall’Illinois alla California, da Chicago a Santa Monica. Il sogno americano. La Route 66 oggi è un’istituzione, una sorta di museo a cielo aperto. Spazi sconfinati si alternano a piccoli centri abitati che raccontano la storia della Mother Road, un viaggio nel viaggio.

 

Nei mesi passati ad organizzare il nostro viaggio negli Stati Uniti, abbiamo spesso rivisto l’itinerario, cambiato idea, inserito una tappa al posto di un’altra, allungato o ridotto il soggiorno in una città, ma di una cosa eravamo certi sin dall’inizio: avremo percorso almeno un tratto della mitica Route 66.

 

End of the Trail: la fine della Route 66 al molo di Santa Monica

C’è chi inizia da Chicago e chi, come noi, inizia dalla fine, dal Pier di Santa Monica. Abbiamo approfittato dei giorni trascorsi in California per toccare letteralmente con mano uno dei cartelli più famosi degli Stati Uniti. Non avremo visto il punto di partenza della Route 66, ma almeno ne abbiamo visto la fine!

In viaggio sulla Route 66

Non so come spiegarvi la sensazione che ho provato. Pur dovendo ancora iniziare a percorrere la Route 66, ho sentito gli occhi bagnarsi di lacrime e non sono riuscita a fermarmi. È stato come realizzare all’improvviso di essere esattamente dove volevo essere, come se questo punto, che è stato il traguardo per milioni di viaggiatori prima di me, stesse rappresentando il concretizzarsi del mio sogno americano. Le emozioni che ho provato nei miei viaggi sono riemerse tutte insieme, in un istante, e sono diventate un lungo pianto di gioia.

 

On the road: seguendo la Route 66 da Victorville a Williams

Per quanto significativo, non potevamo limitarci ad un cartello. Volevamo “sentire” la strada, guidare lungo la Route 66 senza fretta, cercarla tra le altre e percorrerla da mattina a sera. Attraversare piccoli centri che non hanno nulla a che vedere con le classiche metropoli americane, costeggiare vecchie linee ferroviarie e andare, semplicemente andare.

In viaggio sulla Route 66

Per non stravolgere troppo il nostro itinerario, abbiamo scelto di percorrere il tratto di Route 66 a cavallo tra California e Arizona, attraversando nell’ordine:

  • Victorville
  • Barstow
  • Kingman
  • Seligman
  • Williams

In queste cittadine tutto ruota attorno al mito della Route 66 e ai suoi anni d’oro. Insegne al neon, colorate pompe di benzina, locali che sembrano usciti direttamente da una puntata di “Happy Days”.

Lungo il tragitto ci sono anche alcuni musei che raccontano la storia della Route 66. Purtoppo quando siamo passati noi erano chiusi, ma ve li segnalo ugualmente perché mi ero informata prima di partire e mi sembravano molto interessanti: il California Route 66 Museum a Victorville e il Route 66 Mother Road Museum a Barstow.

Ad ogni bivio abbiamo cercato un dettaglio che ci facesse capire quale direzione prendere, un negozio, un cartello stradale, una scritta sull’asfalto.

In viaggio sulla Route 66

In viaggio sulla Route 66

L’unica deviazione che ci siamo concessi, poco distante da Barstow, è stata per visitare la città fantasma di Calico, la ghost town più bella del nostro viaggio, ve ne parlerò però in un altro post.

Dopo Barstow abbiamo attraversato Kingman e percorso miglia e miglia senza incontare anima viva. Fino ad una stazione di servizio, ferma nel passato, tra le più caratteristiche che abbia visto. Assi di legno, grandi insegne colorate e una polverosa terra rossa.

In viaggio sulla Route 66

In viaggio sulla Route 66

In viaggio sulla Route 66

Poco prima del tramonto siamo arrivati a Seligman, forse la cittadina più turistica dell’intero tratto, ma anche la più stravagante. È stato come essere catapultati all’improvviso sul set di “Cars – Motori Ruggenti”. Lungo la strada ci sono infatti i protagonisti del divertente film d’animazione della Pixar, dal simpatico Carl Attrezzi (“Cricchetto” per gli amici) a Fillmore allo Sceriffo.

In viaggio sulla Route 66

In viaggio sulla Route 66

In viaggio sulla Route 66

A Seligman anche i negozi di souvenir sono delle attrazioni. Centinaia di cimeli legati alla storia e alla memoria della Route 66. I viaggiatori sono soliti lasciare una traccia del loro passaggio e anche noi siamo stati invitati a firmare il muro, è stata un’impresa trovare un po’ di spazio libero!

In viaggio sulla Route 66

In viaggio sulla Route 66

In viaggio sulla Route 66

Il nostro viaggio sulla Route 66 si è infine concluso a Williams, da cui siamo ripartiti il giorno successivo per recarci al Grand Canyon.

Percorrere la Route 66 richiede attenzione e pazienza. In molti punti, infatti, come vi ho detto, la segnaletica non ne tiene conto e il navigatore satellitare neppure. Più volte ci siamo ritrovati a cercare con lo sguardo una scritta sull’asfalto per essere certi di essere sulla strada giusta. Altre volte abbiamo mancato l’uscita corretta. E il bello è stato anche questo, sbagliare e tornare indietro, sbagliare ancora e ridere a più non posso.

Abbiamo guidato per ore, senza fretta, fermandoci per una foto o per sederci sull’asfalto rovente a fissare l’orizzonte, noi e la nostra fidata quattro ruote e nient’altro. Abbiamo immortalato ogni momento, quasi nel timore che potesse svanire. Siamo rimasti in silenzio mentre il sole tramontava alle nostre spalle.

In viaggio sulla Route 66


8 Comments

    1. Grazie Lu, è stato un post difficile perché le emozioni lungo la Route 66 sono state davvero tante e scrivendone sono riemerse più e più volte. Sono felice di essere riuscita a trasmetterle! <3

  1. Silvia….tu hai pianto lì, io ho pianto leggendo questo post. E’ giorni che aspetto un momento libero per regalarmi un attimo di lettura. Come ti ho accennato, infatti, questo è il nostro sogno motociclistico. Anzi, devo dire “sarebbe”, perché percorrere il moto la Route 66 ha un costo massacrante, per cui immagino che alla fine opteremo per l’auto.
    La me motociclista sbuffa, ma la me viaggiatrice deve trovare la soluzione…rinunciare non fa parte del piano 😉
    Anche perché, leggendo le tappe e le emozioni del vostro viaggio sulla Route, capisco che non sarà il mezzo a rendere l’itinerario un successo, ma il luogo in sé.
    Questa notte andrò a dormire, sognando ancora il tuo post, un diario di viaggio che mi ha profondamente toccata. Prima di tutto perché è stupendo, secondo perché desidero troppo questa meta.
    Ti abbraccio forte,
    Claudia B.

    1. Grazie cara Claudia per questo tuo commento. Capisco benissimo che da amante delle “due ruote” preferiresti la moto, ma ti posso assicurare che l’emozione vi travolgerà anche in auto; dopo tutto, come dici tu, rinunciare non è un’opzione! 🙂
      Ho sentito sulla pelle ogni minuto passato sulla Route 66, ho provato a mettermi nei panni di chi l’ha percorsa in passato con il cuore gonfio di speranza e di tutti i viaggiatori che mi hanno preceduta. Le sensazioni di questo on the road sono sempre con me!
      Ti auguro di realizzare questo sogno
      Un abbraccione a te

  2. Gli Stati Uniti, per il momento, non mi attirano proprio. Non so perché, è uno di quei viaggi da fare, ma che per me per il momento può aspettare.
    Però, grazie alle tue parole e alle tue foto, mi hai fatto innamorare di questo on the road, forse perché con la Route 66 si vive l’America, quella vera.

    1. La Route 66 è un’America a parte, solo miglia e miglia di strada che ti fanno veramente capire come ha fatto a diventare la strada per eccellenza.

  3. Silvia, le tue foto sembrano fatte su un set cinematografico.
    Con le tue parole mi hai fatto sognare, e desiderare ancora di più di visitare questa terra. Ti capisco benissimo quando parli di sogno americano! Un bacione

    1. Ma grazie!! Gli Stati Uniti occidentali on the road erano il mio sogno “proibito” da moltissimo tempo e la Route 66 una parte fondamentale! Credimi se ti dico che a volte mi sento ancora in quel sogno. Altre volte invece questi spazi sconfinati e questa strada mi mancano talmente tanto da togliere il fiato.. sono sicura che farebbero lo stesso effetto anche a te ❤
      Un bacione!

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