Pensieri sparsi

Decalogo semi-serio per il compagno di una viaggiatrice

Quali sono le caratteristiche che deve avere il compagno ideale di una viaggiatrice? Io ne ho identificate dieci, liberamente ispirate ad una storia vera (la mia)!

 

1) Pazienza. Non giriamoci intorno: molto spesso le viaggiatrici sanno essere tremende, le travel blogger ancora di più. Cambio di rotta (letteralmente) all’ultimo minuto, crisi isteriche per gli imprevisti pre-partenza, chilometri su chilometri solo per andare a fare merenda in un locale perfettamente instagrammabile (colleghe, attendo le vostre testimonianze!). E vogliamo parlare delle foto in cui “no, qui sono brutta” – “no, in questa sono venuta malissimo” – “ma no, non vedi che non hai rispettato le simmetrie?”. Qualsiasi persona ci abbandonerebbe dall’altra parte del mondo con un selfie-stick. Ma non lui!

2) Realismo. Volete sapere quante volte mio marito ha cercato di evitare che, in preda all’euforia del prossimo viaggio, comprassi voli su voli su voli a distanza di poche ore? Ecco, ci siamo capite. Alcune volte è riuscito nell’impresa, altre non ho voluto sentire ragioni e mi sono ritrovata a dover gestire ritorni e nuove partenze a distanza di un giorno, cambi di valigie, ferie esaurite, eccetera eccetera. Ogni tanto ci vuole un pizzico di follia ma, se non ci fosse lui, sicuramente mi avrebbero già internata in un centro per viaggiatrici compulsive anonime.

3) Abilità tra i fornelli. Quando sto organizzando un viaggio mi trasformo, divento una sorta di essere mitologico con il potere del multitasking estremo. Esistiamo solo io, il pc, le guide e le app di viaggio. Il tempo smette di scorrere e, come nel caso del nostro recente viaggio negli Stati Uniti, demordo solo a notte fonda, quando mi accorgo che la testa pende a ciondoloni. In queste situazioni avere accanto un uomo che ci ricordi di ingerire almeno un numero minimo di calorie necessarie alla sopravvivenza è fondamentale. Se poi, invece di farsi largo tra appunti e piantine con un cracker stantio dall’armadio di Narnia, arriva con un piatto di polpette al sugo o con un sushi self-made, allora abbiamo a fianco il compagno perfetto.

4) Ironia. Anzi, meglio, autoironia. A volte portiamo i nostri compagni allo stremo della sopportazione, a chiedersi cosa abbiano fatto di male nelle loro diciotto vite precedenti. Ecco che qui il sapersi prendere in giro salva la vita, la loro e la nostra.

5) Capacità di adattamento. Di uomini che si muovono di casa solo se viene loro garantito un elevato livello di comfort, onestamente non sappiamo cosa farcene. Giusto? Per fortuna (e grazie al mio innegabile sesto senso nel giudicare le persone!) io e consorte siamo perfettamente allineati. Passiamo in scioltezza da un hotel di lusso a un improbabile motel lungo una strada malfamata, da una cena a lume di candela in un ristorante chic all’untuoso street food della sagra di paese. Lasciamo perdere il fatto che spesso lo street food proponga piatti gourmet, questa è un’altra storia.

6) Dimestichezza con la tecnologia. Diciamo che questa è forse l’unica caratteristica su cui potrei soprassedere. Dopotutto ho studi ingegneristici alle spalle, ho aperto un blog (da autodidatta), insomma, me la cavo bene. Ma vuoi mettere il non dover pensare a nulla perché lui è un vero techno-fan? Anche in pieno deserto so che avrò sempre a disposizione una batteria illimitata per smartphone, reflex e webcam e una connessione internet. Anche in una yurta so che lui avrà messo in valigia il corretto adattatore di corrente. Non chiedetemi come faccia però, perché non l’ho ancora capito.

7) Prestanza fisica. Visto che il nostro viaggio preferito è on the road, con una sistemazione diversa ogni notte, e visto che non mi sognerei mai di lasciare i bagagli in auto, serve qualcuno che ogni sera e ogni mattina porti con disinvoltura zaini e valigie dalla macchina alla stanza e viceversa, senza rischiare la sciatica. Ovviamente anch’io faccio la mia parte, ma per cavalleria lascio a lui i pesi forti.

8) Senso dell’orientamento. È evidente che noi viaggiatrici non possiamo pensare a tutto. Piano di viaggio, prenotazioni, sistema idrico per evitare che durante la nostra assenza muoiano tutte le piante di casa. Quando finalmente il viaggio inizia, ci meritiamo il lusso di poterci perdere tra le vie, di poter inseguire senza meta una farfalla, e tutto questo senza rischiare di trovarci all’improvviso nel triangolo delle Bermuda. Anche in questo caso entra in gioco il compagno perfetto, che saprà condurci a destinazione senza bisogno di invocare uno sciamano.

9) Amore per i viaggi. Sembra scontato ma non lo è. Il compagno perfetto di una viaggiatrice deve amare i viaggi, deve chiamare casa il mondo e soprattutto deve dirti “amore, sai quella Louis Vuitton che abbiamo visto nella vetrina in centro qualche settimana fa? Ecco, so che non ti serviva e quindi ti ho regalato un biglietto aereo”.

10) Esistere. Dai su, non avrete mica pensato che un uomo così esista davvero!?

 

PS: Amore, tu ancora non lo sai, ma ieri notte non avevo sonno e ho prenotato il nostro primo viaggio del 2018. Ah, ti amo!

16 Comments

  1. Il punto dieci mi ha fatto morire Stavo proprio pensando alla tua fortuna incredibile ad avere accanto un uomo così, e intanto pensavo: “Eh no, questo lo faccio io. E questo pure, e anche questo.”
    Ma poi tutto sommato basta che l’laltra parte della coppia accetti di partire, poi tutto il resto va bene 😉
    Buona domenica!

    1. Diciamo che mi sento mooolto fortunata, ma non lo ammetterò mai davanti a lui! Ahahhahaha! E comunque alla fine è come dici tu, se partono con noi tutto il resto non conta! Io da sempre sono convinta che un viaggio ti entri nel cuore o meno non solo per ciò che vedi, ma anche per le persone con cui lo fai, e lui è il mio compagno di viaggio perfetto ❤

  2. Sono morta Silvia!!!! Ma il colpo di coda finale è stato uno sballo, credevo sul serio di trovare un tale, perfetto esemplare!!! No perché, ad esempio, il mio ‘prigioniero di viaggio’ (per citare Silvia -The Food Traveler) piuttosto che portarmi qualcosa da mangiare, mentre sono impegnata nell’organizzazione del viaggio, si farebbe fucilare! Vabbè, sceglierebbe la stessa sorte anche al posto del dover salire in aereo…ma la cosa bella è che lui non può scegliere!
    In quanti passaggi mi sono rivista…giuro che ad un certo punto, ho riso quasi con imbarazzo, perché mi sono resa conto che noi donne viaggiatrici siamo davvero uguali. Ma noi donne viaggiatrici E TRAVELBLOGGER, siamo uscite da uno stampino 🙂
    Bellissimo questo decalogo, dovrò farlo leggere alla mia dolce metà, così sarà felicissimo di sapere che la sua condizione di ‘solo e sfortunato succube marito’, è una condizione condivisa!
    Bacioni,
    Claudia B.

    1. Sono felice di averti fatto sorridere Cla! 🙂 Questi nostri “prigionieri di viaggio” prima o poi si renderanno conto di essere molti più del previsto e fonderanno un’associazione a tutela dei loro diritti, ahahahahahah, dobbiamo stare attente! In effetti sono convintissima che tra noi viaggiatrici ci siano tantissimi punti in comune e mi fa piacere capire che non mi sbaglio, mi sento meno sola!
      Penso che il bello sia anche questo, un consapevole gioco di ruolo in cui ci divertiamo tutti, perché alla fine, dopo la partenza, son sempre rose e fiori 😉

    1. Grazie Stefy, mi sentivo ispirata a mi è uscito questo post di getto! Sto ancora sondando le impressioni del marito post lettura 🙂 🙂

  3. Ahahahaha! Beh, direi che ti sono solidale sulla 1 e sulla 7. Su quest’ultima perché, alla fin fine, sono io quella stanca… E poi ho le braccine deboli. Per quanto riguarda la prima, hai descritto perfettamente la mia situazione quando, con un certo piglio di superiorità, lo rimprovero per non aver rispettato le proporzioni o per avermi resa malissimo. “Ma sei matto? Qui sembro una pazza!!!”. Aggiungerei le ore di attesa nervosa mentre io scatto 50 fotografie allo stesso ponte. Lui, porello, tenta di mettere un piede davanti all’altro ma, dopo il mio ultimo rimbrotto, si guarda bene dal ridirmi: “Andiamo?”.

    Ah… Noi donne… 😀

    1. Esatto cara, “noi donne”! Vedo che il tema foto è piuttosto sentito, ho anch’io la tendenza a fissarmi con un soggetto e a non volermene più staccare, fino a che non percepisco un principio di abbandono.. E vogliamo parlare di quando lo fermo prima di fare colazione (o prima di un pasto qualunque) perché devo allestire l’on the table? Ahahahhahahahah, se non ci fossimo, ci dovrebbero inventare! 😉
      Un bacione

  4. Ahahahhah Silvia, ho adorato questo articolo! Ammetto che il mio è un compagno di viaggio più che dignitoso (povero), poteva andarmi molto peggio. Però del cucinare non se ne parla proprio, e per certe cose è un testone di prima categoria. Su tutto? Di alcune destinazioni non ne vuole proprio sapere. Ma chi la dura la vince…

    1. “Chi la dura la vince” è il segreto del successo! 🙂 Io a volte inizio a parlare casualmente mesi prima di una meta, poi ne riparlo, poi faccio spuntare in casa una guida… Ahahahahahhaah! Comunque devo dire che sono fortunata, come dici tu c’è moooolto di peggio in giro, sento certi racconti che noi umani…
      Noi fortunatamente siamo allineati sul tipo di viaggio e sul modo di viverlo e credo che questa sia la cosa più importante.

  5. Ho le lacrime dal ridere! Colpo di coda finale eccellente!
    1, 4, 5, 7 e 9 sono i punti che mi trovano d’accordo, nel senso che li ritrovo in manager!
    Non potrò mai contare sulla cucina, il massimo che potrebbe prepararmi è una tazza di tè o caffè o un piatto di pasta in bianco. Quanto al realismo, ti sorprenderà questa cosa, ma a prenotazione di biglietti aerei mi sta per superare! Dici che domani mattina mi sveglierò e mi renderò conto che è tutto un sogno?
    Un abbraccio
    Erica

  6. Direi che sei decisamente fortunata! Anche se ammetto che mi preoccupa il fatto che lui ti stia superando nella prenotazione dei voli, attenta! 🙂
    Un abbraccio!

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