America Arizona Nevada

Itinerario “alternativo” tra Arizona e Nevada: Horseshoe Bend, Glen Canyon Dam e Valley of Fire

Spostandosi da Page a Las Vegas, dall’Arizona al Nevada, si incontrano tre meraviglie poco note al turismo di massa: l’Horseshoe Bend, la diga sul Glen Canyon e il parco della Valley of Fire.

Qualsiasi viaggio on-the-road nell’Ovest americano conduce sia a Page (conosciuta soprattutto per l’Antelope Canyon) che a Las Vegas, ma raramente dedica del tempo a capire cosa vedere spostandosi tra queste due città. Oggi vi parlo proprio di questo, di tre attrazioni che si trovano idealmente lungo il percorso che da Page porta a Las Vegas e che complessivamente non vi porteranno via più di un giorno, un giorno e mezzo. L’ideale è dedicare il tardo pomeriggio all’Horseshoe Bend e la giornata seguente alla diga di Glen e alla visita della Valley of Fire.

 

Arizona – Horseshoe Bend: l’ansa più bella del Colorado

A poche miglia dal centro di Page c’è uno degli scorci naturali più belli di tutto l’Arizona: l’Horseshoe Bend, un’ansa a forma di “ferro di cavallo” che è stata creata nel tempo dal fiume Colorado. Uno strapiombo che regala una vista a dir poco strepitosa, i colori dell’acqua sono i più brillanti che possiate immaginare e sentirete un brivido percorrervi la schiena davanti a tanta perfezione di Madre Natura.

Prestate solo attenzione a non sporgervi troppo per curiosare di sotto, perché non ci sono né protezioni né parapetti, anche se ora è in corso la costruzione di una sorta di ringhiera, visti i purtroppo numerosi turisti che si sono affacciati un po’ troppo incautamente perdendo la vita.

Fortunatamente l’Horseshoe Bend non è ancora famosissimo quindi si può godere di una relativa tranquillità durante la visita. Per noi è stata sicuramente una delle tappe “minori” più belle dell’intero viaggio negli Stati Uniti. Un momento di pura natura, forse anche per l’assenza di qualsiasi infrastruttura, un momento in cui rendersi ancora più conto di quanto la natura possa fare meraviglie se lasciata a sé stessa.

Come arrivare all’Horseshoe Bend

Dal centro di Page seguite le indicazioni stradali e lasciate la macchina nell’ampio parcheggio di sassi che troverete sulla destra. Da qui dovete considerare poco meno di mezz’ora per percorrere a piedi il sentiero sterrato che vi separa dall’Horseshoe Bend. Il primo tratto è una dolce salita di un centinaio di metri, al termine della quale parte un lungo pianoro in discesa che porta fino allo strapiombo dell’Horseshoe Bend, con una passeggiata di circa un chilometro. Il percorso è semplice, è sufficiente prestare attenzione a dove si mettono i piedi per evitare di scivolare sulla sabbia. Se, come noi, ci andrete in estate, l’unico vero problema sarà il sole a picco da cui non c’è riparo e che soprattutto al ritorno si fa sentire in salita. Munitevi quindi di cappello, crema solare e tanta acqua.

 

 

Arizona – Glen Canyon Dam: l’imponente diga sul lago Powell

Dal ponte che porta fuori da Page si può vedere la diga di Glen Canyon, uno spettacolo architettonico alto più di 200 metri che, sbarrando il percorso del fiume Colorado, ha portato alla creazione del Lake Powell, uno dei laghi artificiali più grandi degli Stati Uniti.

I lavori per la costruzione della diga di Glen Canyon iniziarono nel 1956 e portarono a Page intere famiglie, che popolarono la zona. Vennero costruite due gallerie, sul lato destro e sinistro del fiume, con scopi diversi: la prima sarebbe servita per il trasporto del normale flusso d’acqua e la seconda, più alta, per entrare in gioco in caso di piena del Colorado. I lavori proseguirono fino al 1963, quando venne raggiunta l’altezza necessaria per poter chiudere le paratie e far salire il livello del Lake Powell. Per farvi capire l’imponenza di quest’opera, sappiate che servirono poi altri dieci anni affinché il lago si riempisse completamente.

Per visitare la diga di Glen Canyon è possibile prendere parte ad un tour, curiosare al Visitor Center o anche solo ammirarla dall’alto così come abbiamo fatto noi, percorrendo a piedi il ponte pedonale.

 

Nevada – Valley of Fire State Park: dove la terra prende fuoco

Un vento caldo puntato dritto in faccia, gocce di sudore lungo la schiena, le braccia e le gambe. Il respiro che diventa affannoso. La giornata più calda della mia vita. Ma che scenario, che colori, solo una decina di turisti oltre noi e la sensazione di stare su un altro pianeta. Quando dicono che Marte è il pianeta rosso, beh, io me lo immagino proprio così, anche se magari un po’ meno caldo!

Scrivevo questo sul mio diario dopo la visita alla Valley of Fire, la “Valle del Fuoco”, uno dei parchi più incredibili del Nevada, spesso trascurato a favore della più famosa Death Valley (della nostra visita alla Death Valley ve ne ho già parlato qui). Si trova nel bel mezzo del deserto del Mojave, a poco meno di 60 miglia da Las Vegas, ed è un trionfo di arenaria rossa e di splendide formazioni rocciose. La terra sembra bruciare al sole e i colori sono così intensi e caldi da togliere il fiato.

La Valley of Fire ha origini antichissime, la sue rocce rosse risalgono a circa 150 milioni di anni fa e in alcuni punti è possibile vedere anche incisioni rupestri dei nativi americani risalenti a più di 3.000 anni fa e tronchi d’albero pietrificati. Una distesa di arenaria e rocce modellate nel tempo dagli agenti atmosferici, uno scenario surreale e ipnotico.

Il parco propone tantissime escursioni, dalle più semplici a quelle per appassionati di trekking, ma il modo migliore e più sicuro per visitarlo d’estate, quando le temperature diurne sono a dir poco proibitive, è quello di seguire in macchina la Valley of Fire Highway, la strada principale del parco che lo attraversa dall’entrata Ovest alla Est, e di fermarsi nei punti più interessanti per brevi passeggiate.

visitare la valley of fire - nevada

visitare la valley of fire - nevada

visitare la valley of fire - nevada

visitare la valley of fire - nevada


visitare la valley of fire - nevada

L’unica cosa che rimpiango di non aver fatto (ne capirete sotto il motivo) è l’escursione fino alla Fire Wave, una vera e propria “onda di fuoco”, una distesa di arenaria a strisce ondulate bianche e rosse, pazzesca! Vi lascio qui sotto la foto presente su sito ufficiale, così che possiate farvi un’idea.

visitare la valley of fire - nevada
ph credits: parks.nv.gov – official site

Informazioni pratiche per visitare la Valley of Fire

Ingresso: la Valley of Fire non fa parte dei circuito dei parchi nazionali (è uno state park), quindi l’Annual Pass non ne consente l’ingresso. Il biglietto è di 10$ a veicolo, da pagare mettendo le banconote dentro ad una busta in cui si scrive la targa della macchina e che va lasciata in un’apposita cassettina a poche centinaia di metri dall’ingresso ovest (quello più comodo arrivando dall’Arizona). Non c’è sorveglianza e nonostante ciò tutti i visitatori si fermano per pagare, cosa che non è sempre scontata purtroppo.. amo questi esempi di civilità!

Precauzioni estive: d’estate le temperature superano facilmente i 40 gradi (quando ci siamo stati noi, il termometro segnava 50!), quindi valutate attentamente se avventurarvi in escursioni impegnative, anche perché non ci sono moltissimi rangers a presidiare il parco e rischiate di cuocervi al sole. Non lo dico per spaventarvi, ma il giorno prima rispetto a quello della nostra visita sono morti due turisti per il troppo caldo, mentre erano impegnativi in un’escursione verso la Fire Wave. Se scendete dalla macchina, munitevi di cappello e di tanta acqua e fatelo solo se siete in buone condizioni fisiche! Qual è quindi il periodo migliore per visitare la Valley of Fire? Direi la primavera, quando le temperature permettono di godere al massimo dei sentieri escursionistici.

visitare la valley of fire - nevada

Servizi: all’interno del parco non ci sono punti di ristoro, l’unico luogo in cui è possibile comprare qualche snack confezionato o una bottiglia d’acqua è il Visitor Center, quindi partite muniti di viveri. Ci sono invece diverse toilettes sparse lungo il percoso, decisamente basiche ma pur sempre utili!

Sito ufficiale: parks.nv.gov/parks/valley-of-fire

 

 

2 Comments

  1. Non fermarsi a Page durante un ontheroad americano è un grossissimo errore! Noi nella piccola cittadina dell’Arizona ci siamo fermati ben due notti e lo rifaremmo senza indugio: ci sono così tante meraviglie da vedere che forse sono pure pochi due giorni! E che spettacolo è la Fire Wave??? Bellissimo articolo e bellissimo giro! 😉

    1. Grazie mille ragazzi! 🙂 Page effettivamente è un punto strategico per scoprire tutte le bellezze dei dintorni ed è impossibile non fermarsi, avete fatto benissimo a passarci due notti. La Fire Wave è meravigliosa, ma in generale tutta la Valley of Fire merita una sosta, i colori sono davvero “infuocati”.
      Un abbraccio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *