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Neive nelle Langhe: visita alla storica Distilleria Romano Levi

Visita alla Distilleria Romano Levi, nel cuore delle Langhe, che da quasi un secolo produce grappe famose in tutto il mondo.

Durante il nostro viaggio nelle Langhe abbiamo voluto inserire una visita alla distilleria di Romano Levi, che da quasi un secolo produce grappe famose in tutto il mondo. Un luogo dove si respira tradizione, dove il profumo delle vinacce pervade ogni angolo e dove dal 1925 si utilizza sempre lo stesso procedimento produttivo artigianale. Una sorta di museo a cielo aperto, tanto che dal 2018 la distilleria è ufficialmente considerata “Luogo della memoria e delle tradizioni del territorio” per conto del Consorzio di Langhe Roero e Monferrato. 

Un po’ di storia: da Serafino a Romano Levi 

La famiglia Levi, originaria della Valle dello Spluga, vicino al confine svizzero, era impiegata nel campo della distilleria fin dal diciasettesimo secolo. Ogni anno i Levi si spostavano in Piemonte durante la vendemmia per distillare grappe dalle vinacce di Barolo e Barbaresco, fino a che alcuni di essi decisero di trasferirsi stabilmente. Nel 1920 Serafino Levi si spostò quindi a Neive, dove le vinacce erano abbondanti e di ottima qualità, e nel 1924 fondò qui una sua distilleria a fuoco diretto, con il fuoco cioè a diretto contatto con la caldaia. Purtroppo però, pochi anni dopo, nel 1937, Serafino venne a mancare e fu il figlio Romano, che all’epoca aveva solo 17 anni, a portare avanti la tradizione di famiglia fino a far diventare la Distilleria Levi una delle più note a livello mondiale.

visita alla distilleria romano levi - langhe

Visita alla Distilleria Romano Levi: il processo produttivo

La distilleria di Romano Levi si trova poco fuori dal centro storico di Neive ed è visitabile gratuitamente. È possibile vedere il silo con le vinacce, la sala della caldaia e anche l’antico ufficio di Romano Levi, lungo un interessante percorso ideale che racconta la storia di un prodotto italiano diventato un’eccellenza nel mondo. Siamo stati accolti con il sorriso ed è stato piacevolissimo ascoltare la storia di questo luogo dalla voce di chi ogni giorno lavora con orgoglio per tenere alta la tradizione.

La visita inizia dal silo sotterraneo in cui sono stipate le vinacce che vengono consegnate da alcuni tra i maggiori produttori di vino delle Langhe. Ogni sera il personale addetto scende nel silo per compattarne il contenuto facendo pressione con gli stivali, allo scopo di evitare ogni forma di ossidazione. Inoltre, per un maggiore isolamento e per conservare il profumo, quando viene raggiunto il livello di riempimento del silo, le vinacce vengono ricoperte con un telo sopra cui vengono depositate ben cinque tonnellate di sabbia. Il processo produttivo è poi a singola raffinazione e, come vi ho accennato prima, utilizza un alambicco a fuoco diretto, uno dei pochi rimasti al mondo, tanto che l’alambicco stesso e tutta l’area sono stati vincolati dal comune di Neive come working museum. Dopo la distillazione la grappa viene fatta invecchiare in botti di legno per un periodo non inferiore ai quattro anni, più a lungo di quanto succede solitamente, perché Romano Levi decise che non si sarebbe mai dovuto aggiungere nulla che potesse alterare la purezza delle sue grappe, né zucchero né aromi di sorta. Il gusto e il profumo che ne risultano sono quindi dovuti solo ed esclusivamente al legno delle botti e questa è una delle caratteristiche che più ho apprezzato nelle grappe Levi.

visita alla distilleria romano levi - langhe

visita alla distilleria romano levi - langhe

visita alla distilleria romano levi - langhe

Ogni anno nella distilleria vengono prodotte circa 20.000 bottiglie di grappa, un numero piuttosto esiguo se paragonato alle grandi produzioni industriali ma che rende questi distillati ancora più pregiati .

Visita alla Distilleria Romano Levi: le etichette dipinte a mano 

Io non mi posso certo definire un’esperta di grappe, ma vedendo le bottiglie Levi mi è saltata subito agli occhi la delicatezza dei disegni sulle etichette. Una donna stilizzata, rappresentata con pochi colori, con la testa molto più grande del resto del corpo. Un soggetto che ricorre in tutte le etichette, noto come la “Donna Selvatica che scavalica le colline”, simbolo delle lavoratrici infaticabili del territorio delle Langhe. Donne appassionate, forti, amanti della propria regione, un disegno che negli anni è diventato addirittura il simbolo di Neive e delle Langhe stesse.

Romano Levi dipingeva a mano ogni etichetta delle sue bottiglie e grazie ad esse era diventato negli anni uno stimato esponente del movimento artistico internazionale dell’Art Brut, la cosiddetta arte “grezza”, definita come arte spontanea praticata da autodidatti, da persone senza alcuno studio artistico o pittorico alle spalle. Ora quelle etichette originali sono pezzi da collezione, esposti nei ristoranti e nei musei di tutto il mondo e le etichette presenti sulle attuali bottiglie di grappa, anche se industriali, le riproducono fedelmente.

visita alla distilleria romano levi - langhe

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Visita alla Distilleria Romano Levi: la degustazione

La visita alla Distilleria Romano Levi termina con una degustazione di alcune tra le grappe più famose: la grappa di Barolo e quella di Barbaresco, la grappa “bianca”, quella “paglierina” e quella “ambrata”, la grappa di moscato e quella di camomilla. A meno che non siate bevitori incalliti è davvero difficile riuscire ad assaggiarle tutte, perché il tenore alcolico è piuttosto elevato, dai 40° ai 50°.

visita alla distilleria romano levi - langhe

Noi alla fine della degustazione abbiamo scelto di comprare una bottigilia di grappa “paglierina”, prodotta con uve di nebbiolo da Barbaresco, dolcetto d’Alba e barbera d’Alba. Il profumo e il gusto sono particolarissimi, ricordano il legno e la liquirizia e ogni volta che ne bevo un sorso mi immagino serate invernali davanti al caminetto, risate tra amici e voglia di stare insieme.

Penso che la magia delle grappe di Romano Levi sia proprio questa, l’aver scelto di non scendere a compromessi per velocizzare o aumentare la produzione, l’aver sempre puntato sulla qualità e sull’autenticità e riuscire ancora oggi a trasferire la passione di una tradizione quasi secolare dall’alambicco alle case delle persone.

2 Comments

  1. Le etichette dipinte a mano sono davvero bellissime, danno proprio un tocco di originalità ed unicità al prodotto. È proprio vero che il nostro paese potrebbe tranquillamente “campare” di queste realtà, si deve solo trovare il modo di farle risaltare.

    1. Quanto hai ragione, se solo sapessimo sfruttare al meglio tutte le nostre eccellenze potremmo vivere di turismo. Realtà come questa distilleria sono famose in tutto il mondo e magari noi italiani le conosciamo a mala pena. E le etichette di Romano Levi sono splendide, penso che gli attuali proprietari abbiano fatto la cosa giusta nel mantenere i disegni.

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