America Utah

Visitare la Monument Valley: la terra rossa del Far West americano

Visitare la Monument Valley, tutto quello che dovete sapere per scoprire il parco più bello degli Stati Uniti.

[Dal mio diario]

Un cerchiello rosa tra i capelli, i piedi nascosti in buffi calzini colorati e un succo di frutta in mano. Questa bambina sono io alcuni (ehmm.. ) anni fa, seduta con papà sul grande divano rosso del salotto di casa. La tv è accesa e stiamo guardando un vecchio film western. Ne conosco la trama quasi a memoria, canticchio le musiche di Morricone e sgrano gli occhi ad ogni inseguimento e ad ogni sparo, tra cavalli e diligenze che scalpitano su una terra bruciata dal sole.

Ho perso il conto di quante volte ho visto questi film da piccola, all’inizio forse solo perché piacevano a mio papà, poi perché i paesaggi e le colonne sonore riuscivano a portarmi con leggerezza in un altro mondo. All’ingresso della Monument Valley mi sono subito tornate alla mente queste immagini, questi film che profumavano di famiglia e di un sorriso pieno d’amore nascosto da baffi scuri. Ho pensato a quanto avrei voluto che mio papà fosse con noi, che potesse vedere con i suoi occhi questa terra, la stessa dei suoi film. E chissà, magari tra qualche anno torneremo negli Stati Uniti tutti insieme..

 

Al confine tra Arizona e Utah si trova la Monument Valley, uno dei parchi più belli del mondo, uno scenario naturale che toglie il fiato. Uno dei momenti più emozionanti del nostro ultimo viaggio negli Stati Uniti è stato proprio vedere stagliarsi di fronte a noi i monoliti rossastri, sentirsi catapultati nel Far West americano che ha fatto da sfondo a tanti film. Da un momento all’altro ci aspettavamo di vedere la sagoma di un cow-boy o di un indiano a cavallo, di sentire il rumore degli zoccoli risuonare sulla strada polverosa.

La Monument Valley non fa parte dei circuito dei parchi nazionali, ma appartiene alla Navajo Nation, ai nativi americani che ancora oggi seguono le tradizioni dei loro avi. Vivono nella valle allevando pecore, dedicandosi all’agricoltura e realizzando prodotti artigianali che poi rivendono ai turisti. Monili, coperte e tappeti, rigorosamente fatti a mano, sono solo alcuni degli oggetti che fanno bella mostra su umili bancarelle lungo la strada. Ogni elemento del parco è in sintonia con il paesaggio, come se la natura avesse allestito uno dei suoi migliori set cinematografici.

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Visitare la Monument Valley in autonomia: il nostro on the road lungo la Scenic Valley Drive

Per visitare la Monument Valley le opzioni sono sostanzialmente due: prendere parte a uno dei tanti tour organizzati dagli indiani Navajo o utilizzare la propria macchina. Anche se la prima consente di accedere ad alcune aree altimenti interdette ai turisti, noi non abbiamo dubbi e scegliamo di muoverci in autonomia, per poterci fermare a nostro piacimento e per prenderci il nostro tempo.

Il percorso obbligato per i veicoli privati è quello lungo la Scenic Valley Drive, una strada sterrata di circa 17 miglia, che attraversa tutto il parco. Prima di imboccarla, però, ci fermiamo al Visitor Center, perché da qui il colpo d’occhio è pazzesco. Abbiamo davanti agli occhi The Mittens and Merrick’s Butte, i tre monoliti simbolo della Monument Valley e forse tra i più famosi al mondo. Quasi non credo ai miei occhi, sento un nodo alla gola che non mi fa parlare. Mi siedo per qualche minuto su una roccia a fissare l’orizzonte, voglio imprimere nella mia mente ogni dettaglio e ogni colore. Voglio dire a me stessa che non sto sognando, che sono davvero in uno di quel film che guardavo da bambina.

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Il cielo è terso e riesco solo a pensare a quanto tutto ciò sia perfetto. La terra rossa, pochi arbusti quasi bruciati dal sole, rocce erose dal vento e le buttes, le caratteristiche formazioni rocciose dalla cima piatta. Questi monoliti possono raggiungere anche i trecento metri di altezza e vengono chiamati mesas o buttes a seconda che siano più larghi che alti o più alti che larghi. L’inconfondibile colore rosso è dovuto all’ossido di ferro dell’arenaria, che le fa sembrare incandescenti, è tutto allo stesso tempo surreale e magnifico.

I punti panoramici sono tantissimi, ci fermiamo praticamente ad ogni passo, travolti dallo stupore. Le buttes sono imponenti, alcune ricordano la forma di un elefante o di un cammello, e mi piace pensare che si staglino a protezione del parco, come a volerne preservare la magia. Ad un tratto vediamo sullo sfondo tre sottili pinnacoli di roccia, noti come Three Sisters, gli unici in tutto il parco ad avere questa forma allungata.

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La terra ribolle al sole e le poche auto che passano fanno alzare una fitta polvere rossa, le temperature sono roventi, ma non sentiamo quasi il caldo. I colori sono netti, decisi, un cielo talmente terso che lo sguardo si perde.

Ci fermiamo ad accarezzare alcuni cavalli che si trovano all’interno di un recinto custodito dai Navajo. Hanno occhi buoni e dolci, il manto curato e setoso e non sembrano minimamente infastiditi dalla nostra presenza. A pochi passi due silenziose vecchiette mostrano alcuni monili d’argento esposti su una bancarella, accennando un sorriso sul volto indurito dal sole.

Continuiamo il nostro percorso fino al John Ford’s Point, la vista preferita dal grande regista, e ritorniamo infine verso il Visitor Center, seguendo la Scenic Valley Drive a ritroso.

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Informazioni pratiche per organizzare la visita alla Monument Valley

Come arrivare

Il parco della Monument Valley si trova al confine tra Arizona e Utah e il modo migliore per arrivarci è senza dubbio la Scenic Byway I-163, una di quelle strade da percorrere almeno una volta nella vita. È la classica strada americana, lunga e dritta, che attraversa la valle fino ad arrivare direttamente davanti alle formazioni rocciose.

Ingresso

Come vi ho accennato poco fa, la Monument Valley non è un parco statale del National Park Service, ma è gestita dal Navajo Nation Park & Recreation e, per tale motivo, non è compresa nella lista dei siti visitabili con l’Annual Pass. L’ingresso costa 20$ ad auto (fino a 4 passeggeri) e, dopo il pagamento, viene consegnata ai visitatori una piantina con i principali punti di interesse.

Fuso orario

Ricordatevi di prestare attenzione all’ora. La Monument Valley, infatti, appartenendo allo stato Navajo, adotta l’ora legale da aprile a ottobre e ha quindi una differenza di un’ora con l’Arizona, che osserva l’ora solare tutto l’anno. Quindi, tanto per farvi un esempio, spostandovi dall’Arizona alla Monument Valley nei mesi estivi perderete un’ora. Lo Utah invece, adottando l’ora legale, ha sempre la stessa ora del parco.

Orari di apertura

Il parco della Monument Valley e il Visitor Center rispettano i seguenti orari:

  • da inizio aprile a fine settembre: 6.00-20.00
  • da inizio ottobre a fine marzo: 8.00-17.00

La Scenic Valley Drive, invece, chiude un po’ prima:

  • da inizio aprile a fine settembre: 6.00-19.00
  • da inizio ottobre a fine marzo: 8.00-16.30

Altre informazioni utili

Vi lascio infine alcune informazioni sparse, utili per visitare la Monument Valley in autonomia.

Per scoprire il parco con la vostra macchina è consigliabile, anzi, quasi necessario, avere un SUV o un fuoristrada, perché la Scenic Valley Drive presenta diversi tratti particolarmente dissestati,  e altrimenti rischiereste di fare seri danni. Per una visita completa considerate almeno tre-quattro ore, sia per avere il tempo di godere di ogni angolo del parco, sia perché il limite di velocità è di 15 miglia orarie (circa 24 km/h). Lungo il percorso non ci sono né servizi né punti di ristoro, le uniche toilettes si trovano al Visitor Center dell’ingresso, dove si possono anche acquistare souvenir di ogni tipo.

Se volete viziarvi un po’ senza badare troppo alla spesa, sappiate che è possibile alloggiare all’interno del parco al The View, che offre camere con vista mozzafiato sulla Monument Valley. Se invece cercate una soluzione più economica, scegliete uno degli hotel/motel di Kayenta, la città più vicina. Non aspettatevi neppure qui prezzi stracciati, ma giocando d’anticipo riuscirete a risparmiare qualcosa.

Per qualsiasi approfondimento o anche solo per verificare eventuali variazioni di orario e/o di prezzo, vi consiglio di consultare il sito ufficiale della Monument Valley.

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14 Comments

    1. Hai usato il termine più giusto: iconico! È un’emozione pazzesca visitare la Monument Valley, te lo garantisco. I parchi degli Stati Uniti ti fanno ridefinire il concetto di “grande” secondo me, ti fanno sentire piccolissima di fronte alla natura! <3

  1. Degli Stati Uniti questo è uno dei posti in cima alla nostra wishlist . Sedersi per ammirare l’orizzonte e immaginare di essere dentro un film del far west dev’essere una sensazione pazzesca , di certo ci piacerebbe provarla.

    1. È un’emozione indescrivibile, una delle più belle mai provate! Mi senbrava di stare in un film, non riuscivo a crederci fino in fondo. E la cosa più bella è che non c’è quasi nulla di artificiale, pura natura!!

  2. Mi commuovo sempre quando leggo i tuoi racconti di viaggio. Tu Silvia, hai il potere di farmi viaggiare con le parole, di emozionarmi con le tue emozioni.
    La bellezza dei tuoi ricordi divenuti realtà, mi ha così colpita, che per un attimo sono rimasta incantata. Le foto e le descrizioni hanno fatto il resto.
    Avete fatto bene a scegliere l’autonomia dell’auto a noleggio, nonostante abbiate dovuto rinunciare a visitare alcune aree del parco. Penso che ne sia valsa la pena, perché vivere con calma ogni istante, gustando le soste con tutti e cinque i sensi, ha un valore inestimabile!
    Ti abbraccio,
    Claudia B.

    1. Grazie di cuore Cla per questo tuo bel commento, riuscire ad emozionare è la cosa più bella! <3
      Sono felicissima di averti fatto arrivare quello che ho provato, credimi se ti dico che le emozioni sono state talmente forti da avermi quasi travolta, non credevo ai miei occhi. È tutto talmente maestoso, talmente bello.. E, a differenza di alcuni parchi in cui tra negozi, bar e ristoranti sembra di essere in città, qui non c'è nulla che turbi la perfezione della natura.. Solo terra rossa e monoliti, anche la Scenic Valley Drive sterrata fa capire come l'intervento umano sia stato ridotto al minimo.
      Ti confermo che sono stra-felice di essermi goduta la Monument Valley in autonomia, sarebbe stato un peccato doversi adeguare ai tempi stretti e alle soste obbligate di un tour.
      Un bacio grande!

  3. Hai nominato due cose che mi hanno colpita al cuore: i Navajo e tuo papà. I primi perché per me sarebbe un sogno conoscerne uno (autentico. Ma non so se esistano ancora indiani non integrati, se non – forse – nelle città). Il secondo perché anche io, spesso, viaggio pensando a lui. Anche a mia mamma, ovviamente, ma chi mi ha dato l’impulso a viaggiare è stato papà. E allora perdonami Silvietta: la parte che mi ha catturata per sempre è la prima. Quella della bambina con cerchietto e calzettoni… E tanti sogni nel cassetto.

    1. Non ho potuto fare a meno di pensare a mio papà perché so che si sarebbe commosso fino alle lacrime nel vedere un tale spettacolo della natura! <3
      Ormai credo che restino davvero pochi indiani "autentici", per quanto tengano vive le loro tradizioni hanno dovuto adeguarsi ed integrarsi, purtroppo..
      ps: Quella bambina ogni tanto spunta ancora fuori e me la tengo ben stretta! E sono felicissima che quest'immagine ti sia arrivata, come sempre centri il punto giusto <3

  4. Ciao Silvia,

    A leggere il tuo racconto mi è venuto il magone, sai? Sarà che sono una patita degli USA in generale, sarà che ho letto diversi libri sui Navajo e sui nativi americani, ma per me poter visitare la Monument Valley sarebbe un vero e proprio sogno. Mi piacerebbe tanto vederla sia all’alba che al tramonto, deve essere davvero qualcosa di unico al mondo, da lasciare senza fiato. Prima o poi ci andrò, lo prometto a me stessa! 🙂

    1. È una bellissima promessa Dile! E non ho dubbi che la manterrai. I colori della Monument Valley sono incredibili, io non sapevo cosa dire e cosa fare, sono rimasta a guardare il panorama chiedendomi se fosse un sogno. È il parco degli States più bello in assoluto secondo me ❤

  5. Non solo il posto è straordinario, ma anche la strada per raggiungerlo è un viaggio nel viaggio. Inoltre, le tue parole mi hanno catapultata in quell’atmosfera surreale, tra terra rossa, cielo terso e speroni di roccia. Mi piacerebbe moltissimo alloggiare al The View *.*

    1. Grazie mille cara, sono davvero felice di averti portata virtualmente in questo scenario! La prossima volta penso proprio che dormirò al The View, ricordandomi di prenotare con più di sei mesi di anticipo!
      Un abbraccio

  6. Silvia, non so che dire. Sarà che a forza di andare in Scozia sono (finalmente) diventata sensibile alla natura e non solo ai panorami cittadini, ma la Monument Valley vista e raccontata da te è proprio da brividi. Non avevo idea che la foto iconica con i 3 monoliti la si potesse scattare direttamente dal Visitor Center, senza vista gli impiegati insomma!
    Si capisce da ogni tua parola che avete vissuto un sogno <3

    1. Hai usato la parola giusta Celeste: un sogno! Ancora oggi mi chiedo come sia possibile una tale perfezione nella natura e sono felicissima che il mio racconto ti abbia trasmesso le sensazioni che ho provato <3
      Sì, la foto si può scattare anche dal Visitor Center, perchè ha una terrazza esterna rialzata. Ovviamente la puoi scattare anche da molti altri punti, però in caso di treppiede o se cerchi maggiore stabilità per lo scatto, avere una superficie piana è una manna! 🙂
      Un bacione!

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