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San Francisco: alla scoperta del quartiere di Chinatown

Chinatown a San Francisco è una delle più grandi comunità cinesi al di fuori del continente asiatico e la più antica degli Stati Uniti. Un quartiere ampio, che si estende per ben ventidue isolati e che confina da un lato con la zona di Union Square, da cui dista non più di un paio di minuti a piedi, e dall’altro con North Beach.

La storia di Chinatown è piuttosto travagliata. È stata fondata verso la metà dell’Ottocento quando a San Francisco arrivarono migliaia di immigrati cinesi in cerca di fortuna nelle fabbriche e nelle miniere dei dintorni, attratti dalla corsa all’oro. In poco tempo il flusso migratorio divenne talmente forte che il governo nel 1870 emanò delle leggi per proibire l’arrivo di cinesi e per ridimensionare i diritti di coloro che già si erano insediati. La zona iniziò a scivolare nel degrado, fino al colpo di grazia del 1906, quando uno spaventoso terremoto distrusse gran parte del quartiere. I cinesi lottarono per ricostruire la propria comunità e riuscirono a ridare vita a Chinatown, trasformandola in una vera calamita per turisti.

L’ingesso di Chinatown si trova all’incrocio tra Bush Street e Grant Avenue ed è rappresentato dal Dragon’s Gate (la “porta del drago”), un portone a tre arcate dallo stile chiaramente orientale, inaugurato nel 1970. È sormontato da tegole verdi e animali in ceramica e ai lati ci sono due leonesse di pietra nell’atto di allattare i propri cuccioli. Oltrepassando il Dragon’s Gate si entra a tutti gli effetti nel quartiere cinese, nella caratteristica Grant Avenue.

visitare Chinatown San Francisco

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Come vi dicevo, il quartiere cinese è davvero grande, copre un’area di quasi 3.5km quadrati e per visitarlo considerate almeno un paio d’ore. Il modo migliore per scoprirlo è risalire Grant Avenue, concedendosi frequenti deviazioni nelle vie laterali e su Stockton Street, anche solo per ammirare i coloratissimi esempi di street art e per entrare nei negozi. Souvenir improbabili, bancarelle di frutta e verdura che occupano i marciapiedi, pescherie dove i pesci ancora si muovono, ideogrammi sulle insegne, templi e lanterne rosse. Statue in bronzo a grandezza naturale ai lati delle strade, che rappresentano bambini e cani, e le simpaticissime tre scimmiette (quelle del “non vedo, non sento, non parlo”).

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I negozi di Chinatown sono un mix di oggetti in vetro e giada, davvero splendidi, e di paccottaglia assortita, tra cui i classici souvenir che qui sono decisamente a buon prezzo. Piccoli locali in cui ancora adesso mi chiedo come facciano a starci così tante cose. Per camminare sarete spesso costretti a scendere dai marciapiedi, invasi da bancarelle di generi alimentari o da tavolini rotondi su cui dei simpatici vecchietti stanno giocando a dama. Turismo e vita quotidiana dei residenti si mescolano in questo angolo d’Oriente, in un quartiere in cui i cinesi più anziani spesso non sanno una sola parola di inglese.

Nelle vie laterali si vedono splendidi murales che ricoprono intere facciate, un tocco alternativo che mi è piaciuto tantissimo. Tradizione e modernità.

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All’incrocio tra Grant Avenue e California Street si trova Old St. Mary’s, la cattedrale cattolica più antica dello stato. Vale la pena soffermarcisi un attimo, perché lo stile è decisamente diverso da quello che ci si aspetterebbe in un quartiere cinese.

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Proseguendo fino a Ross Alley si arriva infine davanti alla Golden Gate Fortune Cookie Factory, la prima fabbrica di biscotti della fortuna. Pensate che in queste stanze vengono prodotti biscotti a partire dagli anni Sessanta e vengono poi spediti in tutto il mondo. A dispetto di quello che potete pensare, la fabbrica è piccolissima. All’ingresso ci sono alcuni scaffali zeppi di sacchettini di biscotti e subito dopo lo spazio è occupato da un macchinario per la preparazione dei biscotti, che escono rotondi e molto sottili. Sono poi due donne sedute lì vicino che, con una velocità e una maestria invidiabile, li ripiegano nella caratteristica forma che tutti conosciamo. L’ingresso alla fabbrica è gratuito ma per poter scattare delle foto è necessario fare un’offerta di 50 cents.

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Il mio consiglio? Comprate un sacchettino di biscotti della fortuna e, tra un morso e l’altro, continuate a passeggiare tra le vie di Chinatown. Osservate i volti delle persone, i loro sorrisi e capirete come quest’angolo d’Oriente sia un tassello imprescindibile di quel mosaico perfetto che è San Francisco.

 

 

4 Comments

  1. Le tre scimmiette sono simpaticissime! La visita alla fabbrica mi intriga, ultimamente mi è capitato di vedere programmi che mostrano come si produce il cibo a livello industriale: mi sto intrippando

    1. Le scimmiette mi hanno fatto morir dal ridere! 🙂 E la fabbrica è davvero carina, un piccolo angolo d’Oriente nascosto tra i vicoli.

  2. Io purtroppo di San Francisco mi sono persa tanti di quei pezzi che non appena leggo un post come il tuo, non posso far altro che rodermi le mani. Mi hai risvegliato una voglia di tornarci che non hai idea… mannaggia! Sai che per farmi una foto con quelle 3 scimmiette, le ho quasi scaraventate in terra? Credevo che fossero statue e mi ci sono tuffata sopra…ovviamente erano solo cianfrusagliame e quindi sono volate via. Mi sono sentita morire. Ahahaha

    1. Anch’io non sono riuscita a vedere tutto, ma questa è una scusa validissima per tornare! Anche perché San Francisco mi manca un sacco. Sono morta dal ridere immaginando la scena con le scimmiette, anch’io all’inizio ero convinta che fosse un pezzo unico, ahahahahahah!

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